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Big Hero 6, i supereroi sbarcano nei cartoon Disney


Visto con Alex, 5 anni, Giorgio, 3 anni

Big Hero 6, i supereroi sbarcano nei cartoon Disney

Tratto da un fumetto Marvel, il film strizza l'occhio ai maschietti portando sul grande schermo un'avventura fatta di azione ed effetti visivi incentrata sulla commovente amicizia tra un ragazzo e un robot

di Karin Ebnet 5/12/2014

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Essere un genio della scienza a soli quattordici anni non è facile e può indurre a scelte sbagliate, ma Hiro ha dalla sua Tadashi: amico, fratello maggiore e preziosa guida capace di indicargli i passi giusti da compiere. Come iscriversi all’Institute of Technology, l’università dei cervelloni, a cui riesce ad accedere in virtù di una sua rivoluzionaria invenzione: i microbot magnetici, delle specie di mattoncini lego animati di vita propria e in grado di assemblarsi praticamente in ogni forma attraverso comandi telepatici. Un tragico incidente, però, distrugge i microbot e uccide Tadashi, lasciando a Hiro solo il conforto di Baymax, un buffo robot infermiere. Aiutati anche dagli strampalati compagni nerd di univerità di Tadashi, finiranno per formare un team, i Big Hero 6 appunto, con l’intenzione di far luce sul misterioso incidente.
Dopo Frozen – Il regno di ghiaccio, Disney strizza l’occhio ai maschietti proponendo un cartone animato supereroistico, riproponendo in animazione cioè, alcuni degli elementi che stanno facendo la fortuna dei blockbuster Marvel live action. Non a caso Big Hero 6 è proprio ispirato da un fumetto Marvel poco conosciuto: addio principesse e intermezzi canori e benvenuti gadget tecnologici, fantascienza, tanta azione e riferimenti ai principali brand-movie degli ultimi anni come Star Wars, Iron Man (il costume di Baymax), Stargate, X-Men, Gravity, fino al recentissimo Interstellar e a tanti altri ancora.
Sono i registi Don Hall e Chris Williams, fan di supereroi e fumetti, che hanno avuto l’idea di trasporre una mini-serie Marvel in un’opera animata, ma è grazie a John Lasseter, CEO Disney e Pixar, che il progetto è diventato un lungometraggio. E quando c’è lo zampino di Lasseter non può mancare anche un omaggio ad Hayao Miyazaki: Baymax, una delle spalle “comiche” più riuscite dell’universo della Casa di Topolino, ricorda infatti molto da vicino Totoro. Altrettanto morbido e coccoloso, è dolce senza essere stucchevole e divertente ma senza l’anima del clown. E soprattutto è protagonista di alcune delle scene più toccanti del film, dove ancora una volta a ispirare le scelte cruciali è l’amore, un sentimento declinato in un’infinita varietà di sfumature: protezione, rassicurazione, conforto, preoccupazione, sostegno, comprensione, guida, ma anche mancanza e ricordo. La morte, evento tragico molto ricorrente nei film Disney, è una componente essenziale della trama poiché serve a mettere in luce come le nostre azioni siano fortemente condizionate da fattori estranei alla nostra volontà, perché nessuno è mai davvero completamente buono o cattivo. Inevitabile che quindi venga posto al centro dell’attenzione il ruolo chiave del libero arbitrio: la possibilità di poter scegliere, di poter chiedere scusa, di poter rimediare ai propri errori è uno dei messaggi più positivi che si possano trasmettere ai più piccoli.
Altro punto di forza di Big Hero 6 è la valorizzazione dell’armonia superiore che scaturisce dall’unione di due elementi all’apparenza discordanti. Un esempio su tutti: la città in cui ha luogo il film, San Fransokyo. Una sorta di fusione di San Fancisco con Tokyo, prende magicamente vita sotto i nostri occhi come fosse vera. Con quest’opera Disney ha dimostrato infatti ancora una volta di essere nel campo dell’animazione una spanna avanti a tutti i suoi diretti concorrenti (da DreamWorks a Illumination Entertainment, da Sony Animation a Blue Sky), avendo elevato la qualità delle immagini e della resa della computer grafica a livelli davvero altissimi, portandosi così alla pari con la Pixar.
La trama del film è un po’ più complessa rispetto ad altri classici Disney, anche a motivo dei numerosi riferimenti scientifici e dell’uso massiccio di termini tecnici che potrebbero disorientare un bambino, ma la ricchezza di effetti visivi, le numerose scene d’azione e soprattutto il rapporto d’amicizia tra Hiro e Baymax rendono il film facilmente fruibile a più livelli, facendo di Big Hero 6 un film adatto a spettatori di ogni età. Mentre Alex, che ormai ha quasi sei anni, è riuscito a seguire abbastanza bene tutta la parte più “scientifica”, aiutato probabilmente anche dalla sua passione per i robot, Giorgio (quasi 4 anni) in realtà non si è nemmeno posto il problema di cosa fossero le sospensioni elettromagnetiche, il tungsteno, il plasma laser indotto o la fibra di carbonio. Per tutta la visione non ha mai posto alcuna domanda, completamente conquistato dal robot che sembra un enorme e dolcissimo Marshmallow, ed è rimasto molto affascinato dall’upgrade dei personaggi in supereroi. La scena della morte di Tadashi, piuttosto drammatica, non ha particolarmente scosso nessuno dei due, grazie anche al fatto che il film riesce a stemperare benissimo tutte le scene emotivamente più impegnative facendole seguire da momenti di grande comicità. Sia Alex che Giorgio si sono divertiti, si sono commossi e hanno partecipato con grande trasporto alla caccia al malvagio con la maschera kabuki (come al solito Alex era già pronto con i pugni alzati a intrattenere una lotta virtuale con il cattivo). E alla fine il messaggio principale che hanno recepito è che non c’è limite che non si possa superare con la forza di volontà e che è possibile diventare anche dei supereroi se ci si impegna e si studia. Risultato questo che vale già da solo tutto il film.

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  1. chiaras79

    Ciao, era da tempo che volevo vedere questo film, ma ho dovuto spegnere dopo i primi 15′… I miei figli (3 e 4 anni), a distanza di settimane, ancora mi chiedono quale fosse la causa dell’incendio e se il fratello era proprio morto!

    1. Karin Ebnet

      ciao Chiara,
      grazie per il tuo apporto. Effettivamente i bambini reagiscono in maniera differente ai film e mentre i miei l’iniziale spaesamento dovuto all’incendio lo hanno superato subito, ci sono bimbi più sensibili che possono rimanere turbati. La morte comunque è una componente ricorrente nei film Disney (vedi Bambi, Il re leone, Frozen, Oceania e tanti altri, ma anche nei film Pixar come Alla ricerca di Nemo) e qualcosa con cui prima o poi dovranno fare i conti. Aspetta ancora un pochino a far loro vedere Big Hero 6 e inizia con qualcosa di più soft. :D Film come Winnie the pooh e gli efelanti (Disney) oppure L’ape Maia o I 7 nani sono perfetti per la loro età e sono tra quelli i miei alla loro età hanno amato di più. Fammi sapere :D

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