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Ant-Man, piccolo eroe uguale grande divertimento


Visto con Alex, 7 anni

Ant-Man, piccolo eroe uguale grande divertimento

Come già I guardiani della galasssia, Marvel ha puntato su un eroe poco conosciuto al grande pubblico ma dalle grandi potenzialità. E il risultato è un film perfetto per il divertimento di tutta la famiglia

di Karin Ebnet 6/08/2015

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Il più piccolo dei supereroi può portare il più grande dei divertimenti, soprattutto per i bambini e ragazzi più piccoli. Marvel (targata Disney) infatti ha sempre avuto un occhio di riguardo verso il pubblico di giovanissimi, e ha sempre cercato di dosare con perizia azione e avventura senza mai spingersi troppo nel mostrare sangue o battaglie cruenti. La tensione c’è, anche tanta (vedi gli Avengers), ma non supera mai il limite.

Con Ant-Man addirittura amplia ulteriormente il suo pubblico creando una vera giostra di divertimento, mettendo riferimenti a idoli dell’infanzia (la distruzione del trenino Thomas indica proprio il passaggio all’età della consapevolezza dei bambini che abbandonando i cartoni per i supereroi in carne e ossa) e realizzando un film che è l’intrattenimento ideale per tutta la famiglia.

Non per niente protagonista del film è Paul “faccia pulita” Rudd, un attore che viene dalla commedia e che è perfetto per trasmettere l’idea del bravo ragazzo finito in guai più grandi di lui e in cerca di riscatto. Siamo ben lontani qui dall’avventuriero impertinente che era lo Star Lord dei Guardiani della Galassia (interpretato da Chris Pratt).

C’è quindi la giusta dose di azione e suspense nella storia di Scott Lang, un hacker e un ladro “gentiluomo” che sta cercando di restare sulla retta via per amore della figlia una volta uscito di prigione. Ma nessuno gli dà una seconda chance, non nel lavoro e nemmeno in famiglia, osteggiato dall’ex moglie e dal nuovo compagno di lei, un poliziotto. Nessuno tranne Hank Pym (l’inossidabile Michael Douglas) che ha una missione da affidargli: addestrarlo per diventare il nuovo Ant-Man, ovvero l’uomo formica, il più piccoli dei supereroi, e salvare così l’umanità da un pericolo incombente.

Darren Cross (Corey Stoll), infatti, ex pupillo di Pym, ha elaborato anch’egli la segretissima tecnologica che serve per rimpicciolire gli esseri umani e ha messo a punto una nuova tuta, quella del Calabrone (The Yellow Jacket), che è intenzionato a usare per scopi bellici. Va quindi fermato a tutti i costi.

C’è la giusta dose di tensione e romanticismo con la presenza di Evangeline Lilly, nel film l’atletica figlia di Pym e futura WASP (per chi non se ne intende di fumetti, è un personaggio nato dalle pagine di Ant-Man che prenderà “il volo” nel prossimo film del franchise), senza contare il rapporto conflittuale col padre che mette in moto diverse tematiche familiari come l’incomprensione che può allontanare genitori e figli e l’amore e il rispetto che li aiuta a riavvicinarsi.

E c’è la giusta dose di divertimento. Prima di arrivare al clou delle scene d’azione con il combattimento finale, c’è il lungo racconto dell’addestramento di Paul Rudd che deve imparare a rimpicciolirsi e ingrandirsi nei tempi giusti, oltre ad andare d’accordo e controllare un intero esercito di formiche attraverso un sensore apposito. Le scene in questione sono divertentissime, come fanno davvero ridere le spalle comiche del protagonista, interpretate da Michael Peña, il rapper T.I. e David Dastmalchian.

Stemperate anche le scene d’azione con una pennellata di atmosfere alla Heist Movie (i film di rapina). Quando Ant-Man e compagni cercano di penetrare nella compagnia del nemico, infatti, pare di vedere il George Clooney & Co di Ocean’s Eleven entrare in azione.

Immancabili anche i riferimenti all’universo Marvel – soprattutto a Captain America – Civil War a cui il film di Ant-Man fa da ponte – che metteranno l’acquolina in bocca ai fan che già si aspettano grandi cose dalla Casa delle idee.

Alex non vedeva l’ora di vedere questo film. Diventato ormai abbastanza grande per venire al cinema a vedere i supereroi, era emozionato all’idea di assistere per la prima volta a un cinecomic su grande schermo. È rimasto quindi tutto il tempo a occhi sgranati e bocca aperta dallo stupore durante la trasformazione di Paul Rudd in Ant-Man, ed è balzato letteralmente dalla sedia nella scena della vasca a bagno. Esaltatissimo, ha amato ogni secondo del film (tranne un momento nel finale che lo ha molto rattristato), anche se ha eletto a scena preferita quella con uno dei membri degli Avengers. Per nulla impressionato dalle scene d’azione, ha tifato per il suo nuovo eroe preferito e ha riso moltissimo alle battute di Michael Peña. Non ci sono dubbi quindi, esperimento Marvel perfettamente riuscito!

 

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