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Animali fantastici e dove trovarli, la magia è tornata – La recensione


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Animali fantastici e dove trovarli, la magia è tornata – La recensione

Animali fantastici è un viaggio sulle ali della fantasia che riporta lo spettatore nelle magiche atmosfere di J.K. Rowling. Un film per tutte le famiglie

di Karin Ebnet 16/11/2016

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Dopo 7 libri, 8 film e innumerevoli rimandi al mondo di Harry Potter come lo spettacolo teatrale che sta conquistando i fan a Londra, c’era ancora tanta voglia di magia. E J.K. Rowling non si è fatta aspettare. La scrittrice, capace di creare mondi come solo pochi altri prima di lei, ha rimesso mano alla penna per scrivere, per la prima volta, la sceneggiatura di un film che apre nuovi scenari, presenta nuovi personaggi, mostra nuove creature magiche e conduce lo spettatore a livelli altissimi di fantasia. Anche perché questa volta la sceneggiatura non poteva essere affidata ad altri mancando completamente il materiale di base. Animali fantastici d’altronde, e i fan del giovane occhialuto mago lo sanno bene, è soltanto un libro di testo della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Una lunga ed enciclopedica descrizione delle più svariate creature magiche e Newt Scamander era soltanto un nome sulla copertina. Ora è molto di più.

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Newt è un mago inglese che, fin dalla prima inquadratura, risulta chiaro essere schivo e introverso. Un nerd d’altri tempi che con le persone non si sente del tutto a suo agio mentre dà il meglio di sé nella cura e nella catalogazione delle creature magiche, che tiene tutte rinchiuse dentro la sua straordinaria valigia (in confronto la borsa di Mary Poppins impallidisce). Per questo è approdato a New York. È qui che entra in possesso di una di queste fantastiche bestioline che vuole ricondurre a casa, in Ariziona. Ma prima di poterlo fare, un malcapitato scambio di borse, fa sì che vengano liberati alcuni strani esseri che iniziano a mettere a soqquadro la città. Ma siamo proprio sicuri che sia colpa di Newt Scamander? Ne è convinta Porpentina “Tina” Goldstein, ex auror in cerca di riabilitazione, e ne è convinto anche Percival Graves, a capo della sicurzza magica del MACUSA, il Magico Congresso degli Stati Uniti d’America. Ma ad aiutare Newt a recuperare le sue creature e a scoprire il mistero dietro a strani e mortali accadimenti, ci saranno, oltre a una rinsavita Tina, anche il no-Mag (ovvero babbano) Jacob Kowalski e la svampita Queenie Goldstein.

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La mancanza di una vera storia alla base del film un po’ si sente, con i personaggi che vagano alla ricerca di creature magiche per le strade di una New York del 1926 come unica traccia e un ritmo un po’ altalenante tra scene d’azione e scene descrittive, ma questa mancanza viene perfettamente compensata da alcuni personaggi che riempiono lo schermo e conquistano lo spettatore con poche battute e sorrisi. Sono infatti proprio il no-mag Jacob, con il sogno di aprire una pasticceria e lo sguardo meravigliato con cui vaga nel mondo magico di Newt come fosse un bambino in un negozio di caramelle, e la dolcissima Queenie, una maga capace di leggere nella mente e per questo in grado di cogliere il vero io delle persone, il punto di forza del film. Sono loro ad avere le battute più divertenti, i momenti più esilaranti, i passaggi più centrali, e sono loro a rubare il cuore dello spettatore che non riesce ad entrare in empatia con il protagonista, un Eddie Redmayne un po’ troppo uguale a se stesso che rende Newt troppo scostante e introverso per piacere davvero.

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Accanto a loro ci sono le creature naturalmente, una varietà incredibile di animali fantastici che sorprendono e meravigliano. Attorno a loro J.K. Rowling è riuscita a creare un intero mondo, celato nel ristretto spazio di una valigia, che apre le porte di un universo che mai ci saremmo immaginati. Fatto non solo di bestioline dalle dimensioni che possono variare da una farfalla a una gigantesca creatura che occupa tutto lo spazio necessario, ma anche di nuovi personaggi di cui non si sa niente e di cui siamo impazienti di scoprire di più come Madame Seraphina Picquery (interpretata da Carmen Ejogo), la presidentessa del Congresso Magico degli Stati Uniti d’America.

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Lo scenario magico in cui si muove Newt Scamander, infatti, è molto diverso da quello che avevamo imparato a conoscere con Harry Potter. Mentre il giovane mago si muoveva soprattutto all’interno delle rassicuranti mura del castello di Hogwarts e, anno dopo anno, si cimentava e scioglieva misteri sempre più complessi, il nuovo protagonista è un uomo adulto che risolve arcani tra le strade di New York. Mentre il primo agiva all’interno della comunità magica con poche incursioni in quella babbana, il secondo è proprio tra i no-mag che avanza a passo un po’ goffo creando non poco scompiglio e rischiando di rivelare l’esistenza del mondo magico. Ma non solo. Mentre per Harry Potter e compagni incantesimi e pozioni erano parte fondante della loro formazione, qui vengono messi del tutto in secondo piano, sono strumenti riconosciuti e di uso quotidiano di cui nessuno più si stupisce (tranne forse il povero Jacob). Non mancano però riferimenti (come quello a Silente) e grosse sorprese che rimandano ai prossimi film.

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PER I GENITORI:

Da che età è possibile vedere il film? Noi lo abbiamo consigliato dai 12 anni in su per alcune scene d’azione piuttosto cupe che potrebbero spaventare i bambini più piccoli, ma mi sento di azzardare che già dai nove anni in su, per chi è già avvezzo al mondo di Harry Potter e non è particolarmente sensibile e impressionabile, il film è godibilissimo. Le scene d’azione più terrorizzanti e quelle dove muoiono alcuni personaggi vengono presto smorzate da momenti più leggeri e ilari; si ride molto e di gusto e soprattutto si resta magicamente affascinati dalla parata di animali fantastici che sfilano davanti ai nostri occhi per tutto il film. Le atmosfere non sono più drammatiche di quelle a cui la Rowling ci ha abituato dal prigioniero di Azkaban in su (i dissennatori fanno forse più paura degli oscuri, le creature malvagie presenti nella storia) e il personaggio di Newt, per quanto sia un adulto e non un bambino, mostra un lato fanciullesco e innocente che permette anche ai più piccoli di seguire con interesse le sue mosse.

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