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Non è Vigilia senza Il canto di Natale di Topolino!


Non è Vigilia senza Il canto di Natale di Topolino!

Da oltre trent'anni è il più classico racconto sulla magia del Natale. Per me è un must imperdibile. Ecco perché è tra le cinque cose che mi fanno sentire davvero l'atmosfera delle Feste

di Luca Celoria 24/12/2014

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Se vi chiedessero di elencare cinque cose che vi fanno venir subito in mente il Natale, voi cosa direste?
Queste sono le mie: il Brasato al barolo preparato dai miei genitori, mia moglie che prepara il presepe e il calendario dell’avvento per i bimbi, la canzone “Last Christmas” in radio, un abete in casa carico di luci intermittenti e Canto di Natale di Topolino in televisione.
Il racconto di Dickens che come ogni anno è trasmesso in televisione dalla Rai è compagno del nostro Natale da trent’anni. Realizzato nel 1983 è uno dei più famosi e longevi adattamenti del celebre racconto di metà ottocento di Dickens che vanta ben 23 versioni cinematografiche da inizio ’900 al 2010. Ogni serie televisiva, ogni personaggio, ogni attore ha fatto parte o ha realizzato tra le sue storie un adattamento di canto di Natale, ma la Disney ha dato un’impronta unica che rende questo cartone animato magico e ricco di atmosfera natalizia.

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La formula vincete del racconto, oltre lo stile grafico, è la durata. La storia essendo basata su un racconto breve, è ben equilibrata e la pezzatura di 26 minuti rispecchia quello che l’autore stesso nel titolo voleva intendere: un’avventura efficace e densa di contenuti, come un canto o una ballata.
Se si analizza la semplicità della struttura narrativa, anche se uno racconta la sinossi non salta un particolare della storia e questo la rende unica nel suo genere. La storia narra della conversione dell’arido e tirchio Ebenezer Scrooge visitato nella notte di Natale da tre spiriti (il Natale del passato, del presente e del futuro), preceduti da un’ammonizione dello spettro del defunto amico e collega Jacob Marley. Dopo questa surreale esperienza, Scrooge trova finalmente la pace nell’anima comprendendo l’importanza della famiglia, degli altri e del suo fedele dipendente Cratchit.

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Altro punto di forza è la scelta dei personaggi, in altre parole il casting (se me lo concedete poiché si tratta di un cartone animato). Nessuno al mondo poteva interpretare Scrooge meglio di Zio Paperone. Anzi, come già affermato da Carl Barks (creatore della famiglia dei paperi Disneyana), il personaggio di Paperone è basato sul carattere di Scrooge di Canto di Natale e, infatti, in americano Zio Paperone si chiama UNCLE SCROOGE. Topolino, Paperino, Pippo e gli altri personaggi orbitano attorno alla storia caratterizzando in maniera esemplare i protagonisti o aggiungendo valore con i loro camei. Pietro Gambadilegno è mirabile come cupo e burbero Fantasma del Natale futuro.

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Guardare Canto di Natale tutti assieme, oltre ad essere un bellissimo momento natalizio, è divertente perché ogni membro della famiglia “lo vede a modo suo”. Per Alessandro che ha 5 anni il cartone animato parla di Paperone che è un cattivo che capisce che bisogna aiutare i poveri e che Pippo è un fantasma blu. Per Adriano che ha 16 mesi vedere il cavallo che ride, Paperone che vola e il tacchino cotto (con tanto di affermazione: “Pappa!” indicando lo schermo) è già più che sufficiente. Per noi genitori è divertente riconoscere i personaggi che si aggirano nel villaggio o durante la festa, che sono stati protagonisti di altri cartoni animati di quando eravamo bimbi. Per esempio, abbiamo visto Cocca di Robin Hood, i due detective di Basil L’investigatopo e persino Orazio e Clarabella.

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Questo cartone animato ha la capacità di trasportare i ricordi infantili delle nostre vigilie di Natale e permettere di trasmetterle ai nostri figli ricreando quel magnifico tepore che solo questo periodo ci fa vivere da sempre.
Il ciclo quindi si ripete nuovamente.
Le vacanze sono iniziate. L’albero brilla, nel calendario dell’avvento sono rimasti pochi sacchetti da aprire, l’arrosto sta per marinare nel vino e in radio la canzone passa regolarmente. Natale sta arrivando e mentre vi facciamo i nostri auguri, vi lasciamo con una domanda: se la Disney facesse un remake di Canto di Natale tenendo uguali i protagonisti principali, ma cambiando i tre fantasmi dei Natali, voi chi vorreste?
Noi ci abbiamo pensato. Ora tocca a voi.

Cliccate sulla foto qui sotto per andare alla scheda del film e guardare tutte le foto:

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