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Mazinga, la storia del primo robottone ammazzacattivi


Mazinga, la storia del primo robottone ammazzacattivi

Non è stato il primo robot a comparire negli anime giapponesi, ma è il capostipite di tutta una serie di cartoon con protagonisti i robot

di Paolo Paglianti 12/02/2013

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È la sera del 3 dicembre 1972: mentre le famiglie giapponesi si riuniscono per la cena domenicale, la più celebre emittente televisiva privata del Paese del Sol Levante, Fuji TV, manda in onda il primo episodio di uno strano anime (cartone animato) in cui un impacciato studente sedicenne, di nome Koji Kabuto, si trova ai comandi di un enorme e potentissimo robot. Non è la prima volta che in un cartone animato un robottone armato di tutto punto affronta dei temibili invasori: si era già visto dieci anni prima con la serie Tetsujin 28-go ma, in quel caso, il robot era semplicemente telecomandato. Ora, invece, il pilota siede dentro un abitacolo alloggiato nella testa del robot e lo controlla dall’interno. Una differenza all’inizio magari poco evidente, ma che darà il via a una infinità di serie di cartoni basate sulla stessa idea.
Come tutte le grandi idee, anche quella di Mazinga Z nasce da un episodio casuale: sembra che lo spunto di un robot pilotabile dall’interno sia venuto a Go Nagai (il “papà” di Mazinga) mentre si trovava intrappolato, nell’aprile del ’72, nel traffico di Tokyo nell’ora di punta. Spazientito dalle code e dalle lunghe attese, Nagai immaginò che se dalla sua automobile avessero potuto spuntare braccia e gambe per permettergli di scavalcare tutte le altre auto, non avrebbe più avuto problemi di code! Invece di cestinare tale pensiero, accantonandolo come una momentanea follia da traffico, Nagai lo coltivò, presentando l’idea di un anime con protagonista un grosso robot pilotabile alla casa di produzione Toei Doga. All’inizio il robot, così come la serie, avrebbe dovuto chiamarsi Iron Z, ma la Fuji impose un cambio di nome.
Il successo fu enorme: Mazinga Z andò ininterrottamente in onda, ogni settimana, dal dicembre del 1972 al settembre del 1974 per un totale di 92 episodi. Il pubblico, naturalmente, non voleva più staccarsi da Mazinga così, all’approssimarsi della fine, Nagai cominciò già a pensare a un sequel, il Grande Mazinga che, infatti, iniziò praticamente senza soluzione di continuità rispetto alla fine della serie originale (Mazinga Z finì il 1° settembre del ’74, l’8 settembre andò in onda il primo episodio del Grande Mazinga). La serie non si concluse nemmeno con il Grande Mazinga (durato 56 episodi): il 5 ottobre del 1975, infatti, uscirà l’ultimo capitolo della trilogia, destinato a diventare una vera leggenda in Italia, Atlas UFO Robot – Goldrake. Ma, da quel punto in poi la “febbre dei super robot” era scoppiata e gli anime dedicati a robottoni più o meno superpotenti e pilotati dall’interno non si contano più…
Nel nostro paese, Mazinga Z arriverà solo nel gennaio del 1980. Ad acquistarne gli episodi fu RAI 1 che li mandò in onda settimanalmente (in realtà furono trasmessi solo 51 episodi su 92 totali), di norma il giovedì alle 17.30. Benché anche da noi fosse molto popolare, Mazinga Z in Italia non ebbe però lo stesso successo avuto da Goldrake (cronologicamente suo “successore”) perché quest’ultimo, già trasmesso due anni prima da RAI 2 rappresentò il primo vero esordio dei “super robot” per il pubblico nostrano! Oggi Mazinga è reperibile grazie ai DVD di Yamato Video: è un cartone animato in cui volano a base di combattimenti e raggi fotonici, che consigliamo di vedere con bambini sopra i sette anni (esiste anche un reboot degli Anni 2000, Manzikaizer, che forse è meglio vedere con bambini più grandi, sopra i 12 anni).

In collaborazione con Paolo Cupola.

I “robottoni”, storia di un mito

 

Sigla in italiano del Grande Mazinga!

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