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Le fiabe, il cinema e l’arte dello storytelling


Le fiabe, il cinema e l’arte dello storytelling

Le favole tornano al cinema per un pubblico di teenager. I più piccoli le ritrovano sui tablet con app interattive come YouFable che insegnano anche a inventarsele.

di Luca Maragno 11/12/2012

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Sembra proprio che le fiabe classiche stiano (ri)conquistando il cinema. Lasciamo perdere gli adattamenti animati di Disney rivolti a un pubblico di giovanissimi e ormai divenuti più classici degli originali letterari (e che comunque proseguono, nel 2013 arriverà Frozen, adattamento de La Regina delle nevi Di Handersen). I fratelli Grimm del nuovo millenio sono reinventati per un pubblico di teenager. Almeno è questa la tendenza da un paio d’anni e lo sarà per almeno tutto il 2013. Lo avevamo capito subito con il successo planetario e inaspettato di Alice in Wonderland: il pubblico ha (ancora) voglia di vivere nelle favole, basta proporle con i dovute aggiornamenti, per esempio in 3D e con Johnny Depp nei panni del cappellaio matto. Che le nuove fiabe non siano adattamenti cinematografici pensati per i bambini piccoli lo ha confermato Cappuccetto rosso sangue, rivisitazione in chiave horror-romantica di uno dei racconti più noti al mondo. Diretto dalla regista del primo Twilight, il tentativo di riprendere le atmosfere del fenomeno teen-vampiresco ha fatto cilecca al botteghino, ma è un altro indizio di come Hollywood sia propensa a rimaneggiare questi classici tentando strade sempre nuove. A dire il vero il primo e più coraggioso tentativo fu di Terry Gilliam con il suo I fratelli Grimm e l’incantevole strega nel 2005, dove si spinse addirittura a immaginare che i più famosi scrittori di fiabe della storia fossero in verità due truffatori…
Quest’anno, poi, è stato all’insegna di Biancaneve. Da una parte la commedia dai colori vivaci di Tarsem, con Jennifer Collins nei panni della protagonista e Julia Roberts in quella della strega cattiva. Dall’altra il Biancaneve e il cacciatore di Sommers, con Kristen-Twilight-Stuart contro Charlize Theron in una rivisitazione fantasy. Ha vinto il secondo a mani basse, tanto che si sta parlando di un sequel, facendo centro proprio con il pubblico dei teenager.
Nel 2013 ci aspettano Hansel e Gretel in versione action e Il cacciatore dei giganti, rivisitazione di Jack e il fagiolo magico diretta da Bryan Singer. Meno “classico” ma pur sempre iconico, soprattutto nella letteratura americana, è Il mago di Oz, che Sam-Spiderman-Raimi riporterà in sala con quello che sembra essere un film molto vicino alle atmosfere di Alice in Wonderland di Tim Burton. Sempre per “grandi” sarà molto probabilmente anche il Pinocchio di Guillermo del Toro, ancora in pre-produzione, ma senz’altro un’altra conferma di come le favole classiche siano prepotentemente attuali, attualizzate e modernizzate per un pubblico di (almeno) adolescenti. Senza parlare poi della Cenerentola live action con Cate Blanchett prevista da Disney o le varie serie tv come Grimm e One Upon A Time. E ai più piccoli? Sembra che il cinema, costretto soprattutto da esigenze di box office, non sia più interessato a produrre film “solo” per loro.
L’attenzione dei giovanissimi è rivolta sempre più anche ai gadget tecnologici. Una recente ricerca indica l’ipad, per esempio, come il regalo ideale per i bambini.
Sui tablet ci sono migliaia di applicazioni dedicate alle fiabe classiche, perlopiù libri interattivi. Noi ve ne segnaliamo una che stimola la creatività (dei ragazzi, ma anche dei genitori) per inventare nuove fiabe, nuove storie. Si chiama YouFable – Crea la tua fiaba (si può scaricare qui) e mette a disposizione 30 “carte multimediali”, ovvero illustrazioni che possono attivare con dei touch animazioni, suoni, musiche. Divise in personaggi, ambienti e oggetti, bambini e adulti devono metterne insieme 10 per creare una storia originale. Il gioco, infatti, consiste nel provare a immaginare cosa potrebbe fare, per esempio, Zezù, il lupo che fa baù, sul Galeone dei mari lontani, oppure Amalia la strega che ammalia, con La mantella dei temporali. Su ogni carta selezionata è possibile registrare la propria voce, in modo da salvare la fiaba inventata: così ogni volta che si vuole è possibile riascoltarla o farla ascoltare ad amici e bambini. Per una volta, insomma, si passa la palla al pubblico: chissà se uno strumento in grado di stimolare la creatività, non possa essere anche “educativo” per gli scrittori di domani, siano essi “classici”, “cinematografici” o “interattivi”.

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