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Karate Kid con Ale e Marco, il video e 10 cose che ho capito


Karate Kid con Ale e Marco, il video e 10 cose che ho capito

Il video del finale del film cult del 1984 rivisto con due bambini per festeggiare il 30esimo anniversario e le 10 cose da imparare dalle loro reazioni.

di Luca Maragno 24/06/2014

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http://www.movieforkids.it/wp-content/uploads/2014/06/marco-e-ale-karate-kid.jpg

Il 22 giugno 1984 usciva nelle sale americane il mitico Karate Kid. Per festeggiare il 30esimo anniversario, l’ho rivisto coi miei figli, Marco, 6 anni a luglio e Alessandro, 2 anni a settembre, e ho filmato le loro reazioni. Non è mia abitudine riprendere i miei figli mentre guardiamo film, ma quando il torneo finale è iniziato, Marco è corso a infilarsi il suo kimono (pratica Judo) e si è messo a imitare il protagonista in diretta. Condivido con voi il filmato (lo trovate in fondo all’articolo) perché Karate Kid è fighissimo anche a 30 anni di distanza e vale la pena festeggiarlo spendendo 10′ a rivedersi il finale; e poi anche perché dalle reazioni dei bambini si possono capire un sacco di cose. Io ne ho capite 10, eccole.

1-La visione dei bambini non è mai passiva, anzi. Assorbono tutto e subito ributtano fuori imitando in tempo reale.

2-Ogni volta che vedo un film dentro di me c’è un bambino che salta, si immedesima e lotta come Ale e Marco. Credo che sia così per ogni appassionato di cinema.

3-Karate Kid è un grande film anche a 30 anni di distanza. Io mi sono commosso come la prima volta. E il remake con Jackie Chan e il figlio di Will Smith non regge il confronto.

4-Rivedere i film che amo con i miei figli è una goduria impagabile. Se non ci credete, provate. Con i vostri, non con i miei (figli e film, ovviamente).

5-Ale, il piccolino di nemmeno due anni, capisce chi sono i cattivi. E li vuole menare. Come fa non si sa, ma comunque bene così.

6-La preoccupazione di Marco, «no, ha vinto il cattivo», lo sguardo sperduto, la disperazione, la ricerca di una rassicurazione nei genitori: fa tenerezza vedere le reazioni di chi è completamente vergine di fronte alle tecniche dello storytelling.

7-La potenza del linguaggio cinematografico supera quella di qualsiasi altro media. Le immagini e la musica trasmettono tutta la carica emotiva al di là della comprensione delle parole e della storia, col risultato che anche un bimbo di nemmeno due anni diventa preoccupatissimo per le sorti di Ralph Macchio colpito a tradimento.

8-La visione casalinga consente ai bambini di esprimersi attivamente. La sala cinematografica, a meno che non siano come il compianto Nuovo Arti di Milano, in questo senso è un po’ limitante.

9-Mio figlio Ale è rimasto fermo in quella posizione per tutti i titoli di coda. Forse sa leggere, ma non sapendo ancora parlare, non lo posso sapere.

10-I film proseguono nelle menti dei bambini per molto tempo. Finisce la visione, ma l’immedesimazione continua e un pezzo dell’eroe rimarrà sempre un po’ dentro di loro/noi. Anche per questo vale la pena scegliere cosa vedere con cura.

Marco e Ale coinvolti nella visione

Marco e Ale coinvolti nella visione

 

 

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