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Jurassic World: dinosauri formato famiglia?


Jurassic World: dinosauri formato famiglia?

Il nuovo film sui dinosauri sbanca i botteghini di mezzo mondo attirando in sala un pubblico di ogni età. Ma non è un film per tutti.

di Demis Biscaro 23/06/2015

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Prima o poi tutti i bambini (o quasi) attraversano la cosiddetta “fase dei dinosauri”. Mio figlio l’ha passata fra i tre e i quattro anni: quando sfogliava il suo librone illustrato puntava il dito su ogni figura e ripeteva a memoria il nome del dinosauro, rigorosamente in latino. Non ne sbagliava uno e saranno stati più di cento. Tutto nella norma, d’altra parte i lucertoloni preistorici sono la testimonianza fossile che attraverso la natura la meraviglia può vestirsi di ossa, muscoli e zanne e cambiare brutalmente il volto della realtà.

I bambini amano i dinosauri e i più intriganti, inutile nasconderlo, sono proprio quelli dotati di artigli e dentatura fuori scala. Però un conto è guardare una figura di T-Rex stampata su carta, un altro è vederlo (e sentirlo) ruggire a pieni polmoni su grande schermo, con la macchina da presa virtualmente ficcata tra le fauci. Per non parlare di quando questi bestioni cominciano a pasteggiare a carne umana. Perché, stringi stringi, è questo il cuore della questione. Viviamo in piena epoca digitale e il passo dal disegno alla figura tridimensionale sullo schermo è relativamente breve se considerato in un’ottica puramente tecnologica, ma dal punto di vista emotivo c’è un abisso.

Ora che Jurassic World ha riportato in auge i dinosauri sbancando letteralmente i botteghini di mezzo mondo sembra proprio che tutti, adulti e bambini, abbiano una voglia matta di tornare al cinema a vedere i giganti preistorici. Il fatto è che questo film non è adatto a spettatori di ogni età, come non lo erano neppure i tre Jurassic Park precedenti. Benché abbia un taglio molto meno adulto del primo film di Spielberg e i momenti di tensione siano meno prolungati e intensi, la pellicola è decisamente violenta e contiene scene che potrebbero spaventare anche i bambini più grandicelli. Ad esempio in un paio di sequenze i due ragazzini protagonisti rischiano di finire tra le fauci dell’Indominus Rex (una fantasiosa versione transgenica del T-Rex, più crudele e sanguinaria) e di un velociraptor. E seppure loro riescono a salvarsi, la stessa sorte benvola non tocca ai molti adulti che vengono dilaniati da denti e artigli con tanto di abbondanti schizzi di sangue sull’obiettivo della macchina da presa o sulle pareti circostanti. La scena più terrorizzante è quella in cui alcuni velociraptor, che portavano sulla testa una telecamera a infrarossi, si rivoltano contro un gruppo di militari, dando così la possibilità al pubblico di “godersi” in primo piano su schermo gigante i volti deformati dal terrore di quei poveracci un attimo prima di essere sbranati.

Noi di Movie for Kids sconsigliamo la visione di Jurassic World ai bambini di età inferiore a 12 anni ma anche per quelli più grandi raccomandiamo fortemente la presenza dei genitori, per assistere il bambino durante la visione, magari sdrammatizzando i momenti più forti o facendo semplicemente sentire la propria presenza rassicurante.
Spesso si legge in rete che in fondo in fondo ai bambini piace aver paura. In parte è vero, purché la paura sia commisurata alla loro capacità di tollerarla. A nessuno fa piacere essere spaventato al di là della propria soglia di sopportazione e lo stesso vale per i bambini. Oltrepassare quel limite significa infliggere al soggetto uno shock, grande o piccolo che sia.

Purtroppo a questo proposito il merchandising costruito attorno al film è piuttosto fuorviante in quanto sembra essere rivolto principalmente ai bambini compresi nella fascia di età di prima scolarizzazione. Ad esempio i set di costruzioni Lego riportano sulla scatola un’indicazione di età che va dai 6 ai 12 anni. Ma oltre a questi ci sono i modellini Hasbro (quello dell’Indominus Rex è il più venduto su Amazon nella categoria Personaggi giocattolo!) e perfino una linea scuola con astucci, diario, zaino, ecc. Inevitabile quindi che i bambini chiedano ai genitori di portarli al cinema.
La cautela in questo caso però è d’obbligo e se vostro figlio insiste ripetutamente per vedere il film, per lo meno aspettate l’uscita del blu-ray/dvd e optate per una visione casalinga, su piccolo schermo, meno impressionante di quella in sala e più sotto controllo. O, meglio ancora, pazientate fino a novembre, quando uscirà The good dinosaur il nuovo film Pixar incentrato sull’amicizia tra un bambino e un cucciolo di Brontosauro. E nel frattempo magari recuperate la trilogia originaria di Jurassic Park (sempre con estrema cautela) o qualche classico di qualità, come Alla ricerca della valle incantata e il piú recente A spasso con i dinosauri, che dipinge il mondo e le creature preistoriche con un realismo quasi documentaristico. E se qualcuno proprio non riesce a fare a meno di zanne e artigli può dare un’occhiata a Dinosauri, il film Disney che racconta la storia di Aladar, un giovane iguanodonte che si trova difendere il suo branco da due terribili Carnotauri. Fa paura? Certamente, ma a misura di bambino, come raccomandiamo sempre qui a Movie for Kids.

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