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Età e bisogni secondo la pedagogista


Età e bisogni secondo la pedagogista

Una breve analisi delle età consigliate usate da Movie for Kids secondo un'esperta

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Movie for Kids ha avuto un’idea semplice, ma efficace: aiutare i genitori nella scelta dei film per bambini tramite un’età consigliata e la tabella movie Eco. E lo ha fatto specificando che, mentre parametri come Paura o Violenza sono oggettivamente catalogabili, l’età consigliata è un valore più delicato, che necessita più attenzione (leggere Età consigliata, cortocircuiti e chiarimenti).
Vediamo insieme, allora, i requisiti che un film o un cartone animato dovrebbero avere in rapporto alle caratteristiche principali delle fasi evolutive dai tre anni all’adolescenza.

3+
A partire dai 36 mesi il bambino ha bisogno di immagini che siano fonte continua di stimolo e di domande, la cosiddetta “pulsione epistemofilica” individuata da M.Klein, caratterizzata da una voglia di conoscenza e di grande curiosità che porta il bambino a porre tante domande e a chiedersi sempre il perché delle cose. I dialoghi devono essere brevi e semplici, mentre le immagini devono includere esperienze che consentono al bambino stesso di immedesimarsi. In questa fase di vita è importante vedere rappresentato il proprio micro-cosmo familiare con le varie figure primarie (mamma, papà, fratelli, sorelle, nonni) e le prime agenzie di socializzazione extra-familiari (asilo, scuola). Il concetto di buono/cattivo e bene/male sono importanti da proporre poiché il bambino, anche se piccolo, deve cominciare a capire che la vita è un insieme di eventi non tutti positivi e felici ma deve comunque prevalere la forza del bene, dell’amore, della pace sul male per poter ricevere una giusta dose di fiducia. Le immagini dunque devono essere rassicuranti e devono offrire fiducia e serenità come un abbraccio affettuoso e protettivo. Bruno Bettelheim diceva: «Perché una storia riesca realmente a catturare l’attenzione del bambino, deve divertirlo e suscitare la sua curiosità. Ma per poter arricchire la vita, deve stimolare la sua immaginazione, aiutarlo a sviluppare il suo intelletto e chiarire le sue emozioni, armonizzarsi con le sue ansie e aspirazioni, riconoscere appieno le sue difficoltà e nel contempo suggerire soluzioni ai problemi che lo turbano. Deve promuovere la sua fiducia in sé stesso e nel suo futuro». (“Il Mondo incantato” Edizioni Feltrinelli)

7+
Dai 7 anni il bambino ha sviluppato un suo pensiero: è in grado di distinguere la dimensione reale da quella fantastica ed è in grado di ascoltare con una maggiore concentrazione dialoghi complessi e articolati. E’ importante contribuire a sviluppare nel bambino un pensiero e un messaggio di solidarietà e uguaglianza, ma al contempo anche la rappresentazione del male, dell’antieroe che lotta per affrontare le ingiustizie e le avversità della vita. In questa fase evolutiva è giusto offrire una visione del dolore e della paura ancora in modo filtrato e moderato, onde evitare traumi e preoccupazioni eccessive. Durante questa fascia d’età il bambino ha capacità cognitive e relazionali più strutturate, ma è ancora piccolo per poter essere considerato autonomo. «Qui risiede appunto l’arte educativa: nel saper misurare l’azione di aiuto allo sviluppo della personalità infantile», per usare le sagge parole di M. Montessori. Ha sicuramente più bisogno dell’aspetto relazionale e di confrontarsi con il gruppo dei pari, poichè le attività di gruppo, ‘la dimensione della cucciolata’ insegnano e trasmettono valori importanti quali la solidarietà, lealtà, il fare squadra e così via. Tra i 7 e i 10 anni anche la capacità di osservare le regole e saperle rispettare diventa fondamentale. Il bambino a questa età come sostiene D. Novara necessita di «un ambiente esplorativo e socialmente ricco». Il contributo delle esperienze, dei vissuti e delle relazioni diventa una risorsa significativa per la propria crescita.

12+
I 12  anni costituiscono il periodo della preadolescenza, una fase delicata da affrontare. Si tratta di un’età fragile e incerta nel quale l’adolescente deve ancora maturare, sbocciare e trovare la propria identità da un punto di vista sociale. «Se tutto si prepara nell’infanzia, tutto si gioca nell’adolescenza», scriveva E. Kestemberg. In questa fascia di età è importante e di fondamentale valore parlare del sentimento dell’amicizia tra i pari e tra persone di differenti età. L’amore inizia a suscitare interesse e curiosità anche dal punto di vista sessuale. Incominciano a delinearsi dei gusti e delle preferenze di genere ben precise tra il femminile e il maschile. L’età della preadolescenza è quella dell’incertezza, della confusione e delle paure. E’ una fase delicata, ambigua e complessa in cui non deve mai mancare il dialogo e il rispetto nel rapporto (talvolta travagliato) tra genitori e figli. “«Bisogna ricordare che non si cresce soltanto attraverso guerre di indipendenza e, che quegli adulti che oggi sono capaci di dirvi “No” senza per questo farvi sentire in galera non sono dei nemici, ma spesso i vostri migliori amici».(F. Scaparro, “La bella stagione”). A questa età la metafora del racconto e del film è uno strumento amato e ammirato quindi è bene far vedere dei film istruttivi che contengano degli spunti di riflessione e che siano occasione di domande e dialogo tra essi e le figure adulte. Dopo i 14 anni si entra poi nella fase dell’adolescenza vera e propria che porta alla definizione del proprio sé e della propria immagine sociale e sessuale. E’ la fase dello scontro, dell’inizio di una ‘ribellione interiore’ che porta spesso a non essere capito. Si tratta di un periodo ambiguo, caratterizzato da una forte componente oppositiva: la voglia di autonomia e la dipendenza affettiva dei genitori e dell’ambiente familiare. L’adolescente ha bisogno del gruppo dei pari e di vedere immagini e film in cui possa identificarsi e sentirsi capito. Ha bisogno di proiettare i propri sentimenti di amicizia e amore ma anche affrontare attraverso la sua sensibilità il tema della malattia, della morte, del lutto, concetti importanti per la formazione del giovane adulto. Anche la tematica della propria storia per comprendere le origini e il passato è fondamentale per arricchire il bagaglio conoscitivo e identitario, ma anche per sviluppare uno spirito critico adeguato.

Marta Stella Bruzzone è Coordinatrice di asili privati e Fondatrice insieme alla sorella psicologa del blog Mamme che fatica mediante il quale svolge consulenze presso le aziende. Offre consulenze individuali di sostegno alla genitorialità, supervisioni e consulenze di gruppo per asili.

 

 

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