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Denno Coil, tra fantascienza e romanzo di formazione


Denno Coil, tra fantascienza e romanzo di formazione

In occasione dell'uscita in Dvd, vi presentiamo la saga animata di Mitsuo Iso che racconta la delicata storia di una ragazzina che vive all'interno di una realtà aumentata

di Davide Tarò 24/04/2013

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Un sole che risplende intrappolato lì in alto. In questa strada dove la luce si affievolisce c’è sempre qualche ombra sinistra… il futuro forse è proprio lì

Dalla sigla iniziale Prism. Testo, musica e voce di Ayako Ikeda, arrangiata da Tatoo

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Denno Coil, letteralmente La spirale del cervello elettronico, è una serie anime scritta e diretta da Mitsuo Iso dello studio Madhouse (quelli di Beyblade, Jenny la tennista, Nana, Paprika e Summer Wars, per intenderci). Dopo l’accoglienza positiva ottenuta su Rai4, dove è stata trasmessa fino al 7 aprile 2013, la serie arriva adesso in Dvd grazie a Dynit, che ha racchiuso tutti i 26 episodi in un unico cofanetto.
Questa delicata e profonda opera animata giapponese è una bellissima metafora della crescita, degli inevitabili dolori che devono venire accettati facendoli diventare compagni, della lenta presa di coscienza dell’ineluttabilità dell’allontanamento dai propri cari con l’età adulta e a volte con la morte, mostrata attraverso vari stati d’animo nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza quali l’euforia, il divertimento, quella sensazione di libertà e scoperta continue, la paura per il futuro, il dolore per il distacco e la perdita ed infine una nuova coscienza di se stessi. Ed è anche metafora della memoria amorevole di chi ci ha preceduto, del riuscire ad avere un contatto tutto personale con i propri cari “scomparsi”, e dell’indicibile calore che procura un’anima affine, un amico o un’amica che percorre il tuo stesso sentiero anche solo per un breve periodo. Denno Coil è in perenne bilico tra i sentimenti dell’infanzia/adolescenza e una storia di formazione in una scenografia perfettamente fantascientifica con riferimenti, anche marcati, alla tradizione giapponese. Il tutto integrato perfettamente nella storia e quindi sempre in perfetto equilibrio.
La giovanissima Yuko Okonogi si trasferisce con la sua famiglia (e la sua sorellina Kyoko) nella città di Daikoku, dove la tecnologia di cyber occhiali, per vedere e interagire con la realtà virtuale sovrapposta alla nostra, ha raggiunto il massimo grado di espansione. Con un gruppo di altri ragazzi dai calzoni corti vivrà avventure speciali al limite tra la realtà e quella virtuale, imparando, con il passare del tempo, a capire cosa è davvero importante nella vita e, soprattutto, che quello che vale davvero non sempre lo si può vedere o toccare. Nella cittadina, cercando e giocando come fanno i bambini, è inoltre facile imbattersi anche in una strana nebbia virtuale, presente in zone dove la foschia digitale fuoriesce lenta dai tombini e dall’asfalto per celare delle zone dimenticate, mai cancellate dal database centrale dove c’è memoria di tutto. Queste zone vengono chiamate in gergo spazi obsoleti. In questi inquietanti e metafisici luoghi, dove l’accesso è severamente vietato, si possono vedere cose che sarebbe meglio non vedere, sostanze elettroniche come masse nere con due occhi lucenti semoventi chiamati Illegal che sono come dei virus o bug informatici, creature non ammesse dalla rete, che non dovrebbero esistere, e anche creature chiamate Null di forma umanoide, molto simili ai fantasmi, che a volte cercano di portare le persone dall’ “altra parte”. Per altra parte si intende qui uno spazio obsoleto così vecchio che se ne è persa addirittura memoria; leggende urbane raccontano ai bambini che chi vi ci sia trovato non è più riuscito ad uscirne, lasciando così il suo corpo fisico privo di anima e quindi morto o in coma.
Questa serie ha la particolarissima abilità di rivolgersi sia ad un pubblico adulto “smaliziato” amante delle belle e curate storie dai contorni fantascientifici (ma non immaginatevi astronavi o tutine di alieni, la storia è ambientata in una cittadina in parte ancora immersa nella natura), sia ai bambini che si possono ritrovare nei protagonisti e nei loro giochi d’infanzia. Denno Coil però ha una trama un po’ complessa, che attira i più grandicelli, ma che ha bisogno di essere spiegata ai più piccoli. Anche perché nella serie c’è posto anche per momenti molto toccanti, veri e propri picchi emotivi, nei quali viene delicatamente trattato anche il tema della morte.
Ad attirare un pubblico di giovanissimi è anche lo stile di disegno, tondeggiante e poetico, che ricorda molto quello usato da Miyazaki per Kiki – Consegne a domicilio.  Denno Coil, infatti, presenta un character design morbido dei volti e dei corpi dei personaggi del veterano Takeshi Honda, che aveva già curato i disegni per il film di animazione Millennium Actress di Satoshi Kon ed è stato animatore principale per il film Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki e del film adolescenziale A Letter To Momo di Hiroyuki Okiura.
Denno Coil non è però soltanto una serie anime di grande successo internazionale (numerosi i riconoscimenti vinti). Durante la programmazione giapponese vennero pubblicati ben tredici romanzi, oltre ad aver ispirato anche una serie manga disegnata da Mizuki Kuze e pubblicata sulla rivista Ciao. Sia i libri sia il fumetto però si discostano molto dalla trama originale della serie, senza però perdere la freschezza dei personaggi bambini che corrono felicemente, all’interno di una perfetta fusione tra la fantascienza e il romanzo di formazione.

Vai alla scheda del film per vedere i trailer e le foto della serie tv

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