Blog

Book for Kids: Un fenomeno di schiappa


Book for Kids: Un fenomeno di schiappa

Diario di una schiappa, libri e film per affrontare l'entrata nel periodo adolescienziale

di Fausto Boccati 1/09/2012

0

http://www.movieforkids.it/wp-content/uploads/2012/10/diario-di-una-schiappa-ok.jpg

Si chiama Greg Heffley, frequenta le scuole medie («la cosa piu’ stupida che sia mai stata inventata») con l’inseparabile amico Rowley, lo stravagante Fregley che ha qualche problema con l’igiene personale, Patty la secchiona, e una folta schiera di bulletti delle classi superiori. Poi c’è la famiglia di Greg, impietosa caricatura di una classe media americana che si dibatte quotidianamente nella sua aspirazione alla mediocrità: Rodrick, il dispotico fratello maggiore –aspirante rockstar- sempre pronto a tormentarlo con le sue angherie; Manny, il piccoletto di famiglia che sa bene come piazzarsi al centro dell’attenzione famigliare; il padre che vorrebbe i figli degni esempi di virtù morali e vigore fisico. E infine la madre, preoccupata per l’educazione sentimentale delle sue creature; è per questo che regala un diario a Greg che, riluttante, lo usa per tenerci il “diario di bordo” (a vignette) delle sue clamorose disfatte.
L’imbranato Greg e il suo diario sono i protagonisti del “fenomeno schiappa”: nelle sale italiane è uscito questa estate il terzo episodio cinematografico (con il significativo sottotitolo di “vita da cani”) che propone la sceneggiatura del quarto libro della serie. Si perché il caso è trasversale, e i film sono solo la punta d’iceberg di un fenomeno che si adagia saldamente su un vero best seller, dal 2007 uno dei più colossali eventi editoriali nel campo della letteratura per ragazzi, e non solo. L’autore si chiama Jeff Kinney, quarantenne del Massachusett, e le cifre sono da capogiro: 60 milioni di copie vendute in tutto il mondo; il sesto volume uscito l’anno scorso in America ha venduto qualcosa come un milione di copie nella prima settimana. Le Settecentomila copie vendute in Italia (dove i libri sono pubblicati dall’editrice Il Castoro), costituiscono un dato che ci impressiona quasi più di quello globale; perché non si può certo dire che nel nostro Paese la lettura sia una pratica compulsiva, e invece da molti mesi anche nelle nostre librerie i vari titoli della serie si contendono alternativamente i primi posti nelle classifiche dei libri per ragazzi.
Non è solo l’aspetto quantitativo che ci deve impressionare, e per motivare tanta voracità anche in lettori generalmente pigri non serve chiamare a rapporto le potenze occulte del marketing editoriale, né qualsiasi forma di coercizione da parte degli adulti -che, anzi, hanno la cattiva abitudine di guardare con estrema diffidenza tutto ciò che ai ragazzi piace leggere. Conviene proprio concentrarsi sull’elemento “spontaneità”: la graduale diffusione del libro ha visto i ragazzi protagonisti assoluti, lanciati in prima persona in un passaparola orizzontale ancora oggi in azione. Questo tipo di “contaminazione” fra lettori alla pari accade periodicamente nel mondo dell’editoria per ragazzi, e quando succede è perché i personaggi, le situazioni e lo stile di quei libri hanno pienamente centrato bisogni psicologici non secondari.
Basterebbero gli aspetti più appariscenti del libro: la grafica di copertina e delle pagine interne dà subito l’impressione di un vero diario, rafforzata dall’uso di un carattere che imita la scrittura a mano e soprattutto dal copioso uso di vignette che alleggeriscono la pagina, commentano il testo e ne fanno da divertente contrappunto. Caratteristiche che permettono di non spaventare il lettore anche più svogliato, di invitarlo ad una lettura “facile”, non imposta, anzi un po’ “clandestina” con tutto il fascino della trasgressione.
Ma c’è molto di più: con Greg, esemplare antieroe della preadolescenza, va in scena la mediocrità, ma non è per niente uno spettacolo deprimente, perché lo riscatta l’ironia. Cronicamente timido e paralizzato dal timore di non essere all’altezza, Greg infila un fallimento dietro l’altro nel  tentativo di emergere sugli altri, o perlomeno di eguagliare la loro “normalità”. Animato da tanta buona volontà ma anche da una certa dose di cinismo, i suoi catastrofici insuccessi non lo abbattono, e lo salvano il sarcasmo e la capacità di farsene una ragione, di cadere in piedi e passare oltre.
Tutti i giovani protagonisti del Diario di una schiappa sono parodie di teenagers alle prese con le proprie inadeguatezze. Identificarsi con i loro disagi tramite l’esorcismo della lettura e rispecchiarsi nella descrizione della loro goffaggine è un modo di affrontare con una risata liberatoria l’angoscia per i propri limiti. Per questo l’età di lettura privilegiata di questi libri è 10-11 anni: il passaggio dalle scuole primarie alla scuola media, il primo grande scontro dell’infanzia con la palestra del mondo e l’esercizio di crescere.

 

 

 

 

 

 

© Riproduzione riservata


This entry was posted in Senza categoria on .