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Violetta a Roma, parlano Lodovica Comello e Ruggero Pasquarelli


Violetta a Roma, parlano Lodovica Comello e Ruggero Pasquarelli

A tu per tu con i talenti italiani della teenovela Disney che sta sbancando i teatri di tutto il mondo con il tour di concerti dal vivo

di Claudia Spadaro 22/01/2014

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I protagonisti di Violetta, la serie Disney che sta spopolando tra i pre-adolescenti di tutto il mondo, sono stati a Roma per presentare il tour di concerti. Per l’occasione Movie For Kids, in collaborazione con Regno Disney,  ha incontrato dal vivo i ragazzi, prima alla conferenza stampa e poi ai junket per un incontro ancora più ravvicinato. Ecco cosa ci hanno raccontato Lodovica Comello e Ruggero Pasquarelli in compagnia della produttrice responsabile europea Cristiana Nobili:

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Un successo, mille emozioni…
Ruggero: «È un’emozione pazzesca. Vedere tante persone che gridano, che cantano le canzoni in questo caso di Violetta, è un’emozione unica. In questo caso poi le emozioni sono amplificate: stiamo facendo la tournè italiana proprio sui palchi dove hanno cantato alcuni dei miei idoli, come ad esempio Bruno Mars, Michael Boublè e tanti altri. È pazzesco e mai avrai immaginato di cavalcare queil palcoscenici. In questo momento sto vivendo davvero un sogno, il mio sogno, e spero di non svegliarmi mai».
Lodovica: «Esatto, stiamo vivendo un sogno! Tutti e due veniamo da una realtà abbastanza diversa da quella che stiamo vivendo. Io vengo da San Daniele in Friuli, un paesino sperduto, e Ruggero da Città Sant’Angelo, a Pescara. E adesso ci ritroviamo a girare il mondo!».

Come avete fatto a entrare nel cast di Violetta pur essendo italiani?
Lodovica: «Finito il liceo sono andata a studiare a Milano in un’accademia di formazione per lo spettacolo. L’accademia dura 3 anni, ma alla fine del secondo mi è piovuta dal cielo l’audizione per Violetta: il direttore della scuola mi ha chiamato e mi ha detto che cercavano delle ragazze. Mi sono buttata e ci ho provato! Le audizioni erano in spagnolo e io non lo parlavo, ma  le ho affrontate e una settimana dopo mi hanno dato la lieta notizia. Due mesi dopo ero già con la valigia in mano diretta a Buenos Aires!».
Ruggero: «Io di solito racconto che mi ha chiamato Topolino… Ma ho detto che qui non l’avrei fatto! In questo caso, mi ha chiamato Cristiana chiedendomi se mi avrebbe fatto piacere partecipare a questo grandissimo progetto. Ho subito accettato perché un’occasione del genere insieme a quella di viaggiare, non capita spesso. E poi andavo in Argentina, che è la terra di Maradona! Per la mia famiglia, che è napoletana, non poteva esserci nulla di meglio (ride)».

Cristiana Nobili, loro sono ragazzi di grandissimo talento. Come li avete selezionati ? Come è nato questo progetto?
Cristiana Nobili: «Volevamo fare una serie internazionale, così abbiamo cercato talenti in America, in Europa, un po’ ovunque… Per Lodovica abbiamo chiesto al Mas di Milano (la scuola Music, Art & Show, ndr) se potevamo fare dei provini. Le scuole di musical era il posto migliore dove cercare questi ragazzi perché erano già preparati nelle varie discipline che ci servivano per la serie. Avevamo già la descrizione dei personaggi e dopo aver visto Lodovica ho detto: “È lei. Abbiamo Francesca!”. Ruggero, invece, era già un artista con il quale stavamo collaborando per altre serie (Get The Party, In Tour, ndr). Per Violetta, agli inizi, avevamo pensato di fargli fare una partecipazione di circa 14 puntate nella prima serie. Poi è stato così bravo che  abbiamo scelto di farlo proseguire e di portalo anche a fare lo show teatrale».

Guardate tutti i protagonisti nel photocall

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Il personaggio di Violetta come lo avete scelto?
Cristiana: “Abbiamo prima scritto il personaggio. Facciamo sempre così: prima ci facciamo un’idea di quello che dovrebbe essere e poi cerchiamo l’attore o l’attrice che secondo noi si avvicina di più alla nostra idea. Poi, nel momento in cui abbiamo scelto, cerchiamo di conoscere la persona anche a livello personale perché l’attore può dare molto se ci mette parte di sé. Per cui adattiamo determinate situazioni del personaggio a quello che è l’attore».

Cristiana, l’idea della serie Violetta è italiana. Orgogliosa di questa paternità?
Cristiana: «Moltissimo. Avevamo in mente una sorta di telenovela  e abbiamo proposto ai nostri colleghi latino-americani se la volevano fare con noi, quindi insieme a loro abbiamo contattato una delle migliori case di produzioni dalla quale ci è arrivata una proposta, una pagina creativa, e quello è stato il punto di partenza per fare una teenovela che fosse Disney, che quindi rispecchiasse i nostri valori, il nostro tipo di storie e il nostro stile nel raccontarle.”

La terza stagione è già confermata?
Cristiana: «Ufficialmente ancora non ci sono conferme. In Italia stanno ancora andando in onda le ultime puntate della seconda. C’è ancora tempo per parlare della terza…»

Quanto vi fermate a Buenos Aires per girare una stagione?
Cristiana: «Per la prima stagione abbiamo impiegato dieci mesi di lavoro perché abbiamo dovuto mettere in piedi tutto, dare vita al progetto e mentre lo portavamo avanti ci trovavamo sempre  di fronte a qualche modifica da apportare.  La seconda invece otto mesi»

Violetta, in arrivo la terza stagione

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Ragazzi, voi andate ancora a scuola? Quanti anni avete?
Lodovica: «Abbiamo finito il liceo da un po’. Io ho 23 anni e Ruggero 20».

Progetti per un futuro post Violetta?
Ruggero: «Ultimamente sono attratto dalla regia. Se mi dovesse andare male come cantante, che è la cosa che preferisco fare, mi piacerebbe approfondire questo ruolo che mi affascina».
Lodovica:
«Io studio canto e musica e mi piacerebbe continuare in questa direzione. È già uscito il mio primo disco e ho grandi sogni nel cassetto»

C’è anche Sanremo tra i tuoi sogni?
Lodovica: «Sarebbe fantastico!».

All’Università ci avete pensato?
Ruggero: «Sinceramente il pensiero dell’università c’è: mi piacerebbe continuare a studiare altre lingue».
Lodovica: «Sì, la mia opzione A è sempre stata quella di dedicarmi al mondo della musica. E l’opzione B è quella di dedicarmi alle materie umanistiche come la letteratura e la filosofia, discipline che ho sempre amato! Chi può dirlo…».

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Intervista a due con Francesca e Nata

Vi viene in mente un fatto divertente che è accaduto dietro le quinte della serie o del tour teatrale?
Ruggero: «Ce ne sono così tanti che in questo momento non me ne viene in mente uno! Forse una cosa non proprio divertente, ma che ancora in pochi sanno, è che tutta la mia permanenza in Argentina l’ho trascorsa con un tutore al ginocchio. Giocando a pallone mi sono fatto male, mi si era bloccato! E con questo tutore ho dovuto continuare a girare… Ma con il viso SEMPRE sorridente!».
Lodovica: «Potrei  raccontare di quando per la prima volta in sala c’era la mia famiglia! Ero a dir poco emozionata. Beh, io e Ruggero siamo stati fra gli ultimi che hanno avuto i genitori in sala, dopo sei mesi! Intanto abbiamo fatto il giro del mondo!»

Quando i vostri genitori hanno saputo che andavate dall’altra parte del mondo, cos’ hanno fatto?
Lodovica e Ruggero: «Hanno pianto… Ma di gioia!».

I vostri genitori come vivono il vostro momento di celebrità?
Lodovica: «I miei se ne stanno rendendo conto proprio adesso. Hanno un negozio di vestiti e arrivano tantissimi fan solo per farsi le foto con la mia mamma e il mio papà! In più siamo fra i pochi Comello sull’elenco telefonico del Friuli. Casa mia è un call-center: mia madre passa le giornate a rispondere al telefono poverina! Ogni tanto staccano proprio la cornetta».
Ruggero: «I miei genitori sono più “tranquilli”. Loro a casa mi hanno spesso e siccome io sono davvero disordinato mi intimano di riordinare altrimenti non mi fanno uscire!».

Che consiglio vi sentite di dare a dei giovani che vogliono intraprendere una carriera nel mondo dello spettacolo?
Ruggero: «Il consiglio che posso dare a un giovane come me è quello di credere ai propri sogni. Perché io ci ho creduto e ci sto credendo ancora. Mai mollare! Essere sempre determinati».
Lodovica: «Io credo che nessuno deve mai considerasi “arrivato”: bisogna sempre migliorare, perfezionarsi. Magari si scoprono altre passioni, altre spinte motivazionali e quindi bisogna cercare di non arrendersi mai, crederci e buttarsi a capofitto nei propri sogni».

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