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View Conference 2014: tante curiosità sul nuovo corto Pixar Lava!


View Conference 2014: tante curiosità sul nuovo corto Pixar Lava!

Alla View Conference di Torino si respirano atmosfere hawaiiane con la presentazione del nuovo mini progetto con protagonista... un vulcano. A raccontarci i segreti dietro la sua produzione, il supervisore Bill Watral

di Irene Rosignoli 16/10/2014

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Uku è un dolcissimo vulcano che vive da solo in mezzo all’oceano. Il suo unico sogno è quello di trovare un’anima gemella con cui trascorrere la vita, così come fanno tutte le creature che popolano il mare. Così, ogni giorno per milioni di anni, canta una canzone di speranza rivolta al suo vero amore. Un giorno, finalmente, le sue preghiere vengono esaudite e accanto a lui nasce Lele.
Questa la trama del delizioso Lava (dal gioco di parole con la parola “love”, “amore”), il nuovo cortometraggio Pixar che accompagnerà nelle sale Inside Out, al cinema nel 2015. Presentato in anteprima europea alla View Conference di Torino, Lava ha commosso ed emozionato il pubblico, incantando tutti con le sue atmosfere hawaiiane, con i suoi splendidi paesaggi e ovviamente con la tenera storia d’amore tra i due protagonisti.

Lava, Uku canta sottotitolato in italiano!

Inside Out, tutte le emozioni Pixar nel teaser trailer italiano

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A rivelare qualche particolare sul making of del corto c’era Bill Watral, supervisore della direzione tecnica arrivato dritto dritto dai Pixar Animation Studios.
L’idea per Lava è nata ben 25 anni fa quando il regista James Ford Mur­phy è andato in luna di miele alle Hawaii. Lì ha trovato un modellino di un’isola vulcanica e ha scoperto con molta sorpresa che i vulcani hanno un ciclo vitale. In particolare è rimasto colpito dal fatto che alcuni vulcani rimangono sommersi per buona parte della loro vita e affiorano in superficie dopo molti milioni di anni. Murphy si è quindi posto una domanda: e se un vulcano avesse una vita come un essere umano? Quale potrebbe essere lo scopo della sua esistenza? Ovviamente, come accade per tutte le creature, la risposta è: trovare l’amore.
Per proporre il progetto al resto del team Pixar, il regista ha composto una canzone (che è quella che sentiamo nel cortometraggio) e l’ha cantata mostrando il primo bozzetto di un vulcano triste. Inutile dire che tutti si sono subito innamorati dell’idea.
Watral ha poi descritto Uku, il personaggio principale, un vulcano solitario ma che non perde mai le speranze. Inizialmente si era pensato di affiancargli degli animali (ad esempio balene, delfini) e di mostrare come loro, avendo la capacità di muoversi, potessero trovare facilmente un’anima gemella, mentre per Uku la situazione era decisamente più complicata. Ironia della sorte, gli autori avevano pensato di renderlo un’isola meta di lune di miele e viaggi romantici. Alla fine John Lasseter ha chiesto di concentrarsi semplicemente sulle emozioni e sul personaggio, di renderlo tenero e solo in modo che il pubblico potesse immedesimarsi in lui.
Si è poi passati a illustrare le difficoltà tecniche incontrate durante la produzione del corto, in particolare le sfide dovute al fatto che Uku è un vulcano, quindi un personaggio che non può muoversi e che è contemporaneamente protagonista attivo e set dell’azione. Questo problema ha richiesto gli sforzi di tutti i reparti dell’animazione Pixar, che per la prima volta hanno lavorato insieme e non in separata sede. Anche gli effetti speciali e le luci sono curatissimi, ma Watral ha sottolineato come siano stati messi in secondo piano e non in posizione dominante, lasciando che lo spettatore si concentrasse su Uku e Lele.

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Ecco infine qualche domanda che abbiamo rivolto in esclusiva a Bill Watral:

È la seconda volta che la Pixar “rende vivo” un elemento naturale (la prima volta era la nuvola Gus in Partly Cloudy). Ma adesso è ancora più difficile perché, mentre la nuvola può muoversi, un vulcano è statico. Quali sono state le difficoltà incontrate per il personaggio di Uku?
«Animare Uku è stato davvero difficile, perché è un personaggio che non può muoversi. Per noi si è trattato di una vera e propria sfida, e ha anche richiesto molti soldi. Un grosso problema è stato il fatto che il pubblico doveva innamorarsi doppiamente di questo vulcano: sia come personaggio che come luogo. Volevamo che la gente pensasse: “Vorrei andare in vacanza lì!”. Abbiamo impiegato davvero un sacco di tempo! In realtà, se guardate bene, si muove in modo impercettibile. Abbiamo cercato di mascherarlo bene».

L’animazione Pixar utilizza dei personaggi molto “cartoon” e degli sfondi estremamente fotorealistici. Come riuscite a far coesistere le due cose?
«Con molto lavoro. Specialmente per creare l’ambientazione e i set. Per i personaggi c’è sempre della stilizzazione, sono geometrici: parallelepipedi, sfere. Nei set questo avviene in maniera minore, quindi la maggior parte dei nostri sforzi sta proprio nel ricreare questi ambienti molto realistici. Non credo che siamo ancora riusciti a raggiungere il fotorealismo totale…».

Nemmeno con The Blue Umbrella?
«Oh, sì. Sì, è vero, The Blue Umbrella è stato qualcosa a parte. Ma per il resto non credo che ci sia un eccessivo realismo. I nostri ambienti sono fotorealistici, ma in mondi immaginari creati da noi. Ad esempio, la Parigi di Ratatouille è realistica ma allo stesso tempo è stata rielaborata in stile Pixar dai nostri artisti».

Il 2015 sarà un anno importante per la Pixar, perché avrà al cinema per la prima volta due film, Inside Out e The Good Dinosaur. Che atmosfera si respira allo studio?
«Siamo molto emozionati. Siamo nervosi ed emozionati insieme… quest’anno non abbiamo avuto film al cinema e l’anno prossimo ce ne saranno due! C’è ancora tanto lavoro da fare ma non vediamo l’ora di condividerli con voi».

Qui sotto qualche foto di Lava:

Foto Bill Watral: View Conference

 

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