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View Conference 2014: Alessandro Carloni svela dettagli di Dragon Trainer 3


View Conference 2014: Alessandro Carloni svela dettagli di Dragon Trainer 3

Ancora più azione, ancora più dramma, ancora più draghi. A View Conference scopriamo i retroscena della produzione di Dragon Trainer 2 e qualche dettaglio di quello che ancora deve arrivare

di Irene Rosignoli 19/10/2014

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Bolognese di nascita, l’italianissimo Alessandro Carloni non avrebbe mai immaginato di finire a lavorare nel mondo del cinema. Il suo sogno era di diventare uno scrittore, ma ha in seguito compreso che l’animazione è la forma d’arte che unisce tutte le sue passioni: le parole, la musica e il disegno.
Ospite alla View Conference di Torino in qualità di Head of Story di Dragon Trainer 2, Carloni ha lavorato per la DreamWorks anche in Kung Fu Panda 1 e 2, in La Gang del Bosco e in Sinbad, la leggenda dei sette mari. Attualmente tra i suoi progetti figurano Me and My Shadow, film animato in tecnica mista 2D/3D al momento in stand-by, e Larrikins, un musical con animali ambientato in Australia.
Nel corso del suo talk ha illustrato le fasi della produzione di Dragon Trainer 2: dai primi studi per i personaggi fino agli effetti speciali, passando per le ricerche sugli animali a cui si sono ispirati per Sdentato e gli altri draghi e per i sofisticati software creati appositamente per questo film. Non sono mancati i momenti divertenti, tra i quali un video di riferimento con gli animatori che recitavano nei panni dei draghi e uno con le spassose reazioni dei fan dopo l’uscita del primo teaser, a dimostrazione dell’amore del pubblico per questa saga.

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Una delle cose che mi piacciono di più della saga di Dragon Trainer è la volontà di fare scelte coraggiose, ad esempio la mutilazione di Hiccup alla fine del primo film oppure la morte di suo padre Stoik nel secondo. Come vengono affrontate in fase di scrittura queste scene molto forti? Ci sono dubbi ad esempio sulla reazione dei bambini?

«In realtà ci siamo accorti che i bambini capiscono queste scene meglio di tutti. La loro reazione è molto istintiva. Il problema sono gli adulti che tendono a pensare troppo, e in particolare gli adulti di Hollywood. Ad esempio, per quanto riguarda la morte di Stoik, i capi erano terrorizzati all’idea che i bambini avrebbero odiato Sdentato dopo aver visto quella scena. Invece noi sapevamo benissimo che i più piccoli avrebbero capito che non è il drago a ucciderlo, perché è sotto il controllo di qualcun altro e non può farci niente. Questa è stata una delle prime scene che abbiamo realizzato proprio per poterla mostrare ai test screening e vedere la reazione della gente e in particolare dei bimbi. Alcuni adulti hanno protestato, invece i bambini hanno reagito esattamente come avevamo previsto: sono stati tutti dalla parte di Sdentato».

Un’altra cosa che adoro è il modo ironico e scanzonato con cui i personaggi affrontano le difficoltà che si trovano davanti. Ad esempio alla fine del primo film Hiccup perde una gamba, ma non c’è dramma intorno a questo evento, anzi. Semplicemente succede. Penso sia uno stile che viene da Chris Sanders, vero? In Lilo e Stitch fa questa cosa, racconta una storia drammatica ma in modo assolutamente bizzarro e divertente. Però nel secondo Dragon Trainer lui non è più regista. Quanto si è sentita la sua influenza?

«Durante la produzione di Dragon Trainer 2, Chris era troppo occupato con I Croods per poter riprendere il suo ruolo di regista. Veniva ogni tanto agli incontri e ci dava suggerimenti, ma non ha partecipato attivamente. Hai ragione, penso che i toni più cupi e drammatici del secondo film vengano in parte dal fatto che lui non era presente. D’altra parte era necessario perché i personaggi sono cresciuti, e quando si cresce i problemi diventano più seri e non si ha la stesso ottimismo che si ha da piccoli. In questo caso c’è una guerra in corso e quindi le atmosfere devono essere per forza più intense e drammatiche».

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Il rapporto tra draghi e umani è quasi di simbiosi. Addirittura sembra che i draghi siano una sorta di “doppi” dei loro padroncini. Come è nata questa idea?

«Più che altro è nata studiando il design dei draghi. Ci siamo ispirati agli animali, ad esempio Sdentato è ispirato a un gatto e Tempestosa a un pappagallo. Prendono anche le loro movenze e i loro atteggiamenti. Praticamente diventano degli animali domestici che vivono con i rispettivi umani. E chi possiede un animale domestico sa benissimo che alla fin fine si finisce per somigliarsi. È stato davvero un processo molto naturale».

C’è un frame meraviglioso nel primo Dragon Trainer che secondo me vale tutto il film: quando alla fine si vedono la gamba mutilata di Hiccup e la coda spezzata di Sdentato. Se dovesse citare una scena di così forte impatto nel secondo?

«Accidenti… non lo so! È difficile. Ho vissuto questa storia così dall’interno che ho tantissime scene preferite. Forse direi il momento in cui volano insieme per la prima volta, quando anche Hiccup apre le sue ali meccaniche e vola insieme a Sdentato. È il momento in cui si capisce come la loro amicizia sia cresciuta. Ora anche Hiccup può fare ciò che fa Sdentato, può “essere un drago” anche lui. Si stanno fondendo sempre di più. Sono quasi una persona sola… È una scena molto intensa».

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Cosa dobbiamo aspettarci da Dragon Trainer 3?

«Posso dirvi che forse bisognerà dire addio ai draghi alla fine del prossimo film. Spero che torni a essere una storia più intima, incentrata sul legame tra i due protagonisti, perché è ciò che amo di più di Dragon Trainer, mentre il sequel si è concentrato maggiormente sull’azione. Ma ci saranno anche altre battaglie e altri scontri, e alla fine Hiccup e Sdentato potrebbero essere costretti a compiere un grandissimo sacrificio e a dover rinunciare alla loro amicizia».

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Tutte le foto di Dragon Trainer 2:

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