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Transformers: intervista a Emiliano Santalucia concept artist dei giocattoli Hasbro


Transformers: intervista a Emiliano Santalucia concept artist dei giocattoli Hasbro

Abbiamo incontrato Emiliano Santalucia, famoso disegnatore dei giocattoli Transformers Hasbro. Un mestiere che tutti i bambini vorrebbero fare. Ecco cosa ci ha raccontato

di Redazione 10/07/2017

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Il 22 giugno è arrivato al cinema la nuova avventura dei Transformers intitolata L’ultimo cavaliere, un film che rivelerà le origini dei robot trasformabili e ha svelato molti misteri legati a questi personaggi. Prima di diventara anche una fortunatissima saga cinematografica diretta da Michael Bay, i Transformers erano soltanto una linea di giocattoli Hasbro che, a partire dagli anni’80 hanno invaso le camerette di tutti i bambini diventando non solo dei must per i più piccoli, ma anche ambiti collezionabili per gli adulti.

Oggi le serie di trasformabili sono tantissime e ce n’è davvero per ogni età. I Legion sono i più piccoli e semplici da trasformare; i Turbo Changer sono dei personaggi piccoli che si trasformano in una sola mossa; i Knight Armor sono un po’ più grandi, si trasformano in due mosse e sono gli unici con l’elmo da cavaliere che si abbassa; i Deluxe che si trasformano in più mosse e sono ideali per i bambini più grandi; e infine i Voyager sono i Transformers grandi e i più completi nei dettagli.

Quello del concept designer di giocattoli è un lavoro che ogni bambino vorrebbe fare da grande. Sulle difficoltà e le soddisfazioni di questo mestiere  che ne parla Emiliano Santalucia, nato come fumettista e disegnatore grazie alla sua passione per i Masters of the Universe, è ora uno dei principali artisti dietro ai Transformers.

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Parlaci del tuo lavoro:
Emiliano Santalucia: «Sono un concept designer, ovvero disegno giocattoli. Non sono un ingegnere però, non strutturo il moviemento né mi occupo della parte tecnica. Il mio lavoro, completamente artistico e creativo, consiste nel visualizzare l’aspetto che avranno i personaggi e i prodotti realizzati da Hasbro. In poche parole decido il look dei robot».

Decidi anche le armi che impugneranno?
«A volte sì, dipende dai personaggi. Se si tratta di robot già conosciuti e che esistono da molti anni stiamo attenti a ripettare la sua essenza e ci limitiamo a rinnovare le armi per renderle più moderne. Se i personaggi sono nuove invece possiamo sbizzarrirci di più».

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Come funziona in concreto, sei tu a disegnare prima i giocattoli e poi arrivano le serie animate e i film o trasformi in giocattoli i personaggi di cartoon già esistenti?
«Entrambe le cose. La linea di Transformers Generation, che sono quelli un po’ più per collezionisti, sono nati prima di tutto come giocattoli e la serie tv è arrivata dopo. Quando invece lavoriamo alle linee di Transformers Animated, Transformers Prime o Robot in Disguise, basiamo la maggior parte del nostro lavoro sui design rilasciati dallo Studio d’animazione. Anche se in realtà l’idea iniziale arriva da noi. Il lavoro è strutturato in diverse fasi. Noi concept designer ci occupiamo dello studio iniziale dell’aspetto che vorremmo dare al cartone animato per dare un input ai cartoonist, poi loro rielaborano tutto il materiale realizzando la serie animata e infine noi ripartiamo dai nuovi concept per realizzare la struttura dei giocattoli».

Quando vedi un bimbo con in mano un Transformers disegnato da te che effetto ti fa?
«Impazzisco di gioia. Una volta ero in un negozio di giocattoli e alla cassa c’era un bimbo con uno dei Transformers disegnati da me. Avevo voglia di correre da lui per dirgli che lo avevo fatto iEro parecchio contento vedere qualcosa della mia infanzia in questo modo così serio. quello che mi piace è vedere i miei giocattoli nei negozi, vedere i bambini che ci giocano. quando i bambini sono alla cassa mi piacerebbe dire loro l’ho fatto io l’ho fatto io».

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Qual è il momento più difficile del tuo lavoro
Il mio è un mestiere molto vario ed è difficile annoiarsi, ma a volte è molto difficile dover reinventare per l’ennesima volta un personaggio che si è già disegnato decine di volte. Come Optimus Prime, in otto ani di lavoro lo avrò disegnato in maniera diversa almeno 15 volte…»

Come fai?
«(ride) Non lo so. L’ispirazione arriva da tutto quello che mi circonda. Sono sempre aggiornato su tutto quello che c’è di nuovo nel cinema, nell’animazione e nei giocattoli perché non sai mai da dove arriva l’ispirazione. Influenzato da stili o da tiplogia di tecnologia diverse, mi basta sedermi davanti a un foglio di carta per trovare nuove combinazioni. È difficile da spiegare ma è davvero così. Ti metti sul foglio con già una mezza idea ma è proprio sulla carta che tutto inizia a prendere forma, che comprendi quali sono i dettagli che funzionano e quali meno. Poi con gli anni l’esperienza mi aiuta a velocizzare molto il lavoro: so come muovermi, cosa cambiare e cosa provare di nuovo».

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Tra tutti i robot che hai disegnato, qual è quello che ti ha dato maggiori soddisfazioni e perché…
«La mia più grande gioia l’ho avuta quando ho potuto disegnare per la prima volta Galvatrons e Oprimus Prime per Titans Return. Era un onore poter ridisegnare personaggi così tanto amati e sapere che sarebbero diventati giocattoli nelle mani dei bambini. Altra soddisfazione l’ho avuta con la serie Beast Wars per Generation disegnando Waspinator e Rhinox. Più che per il design, che mi piace molto, proprio per la qualità del prodotto in sé, che vanta una qualità dell’ingegnerà altamente funzionale e ben studiata. È davvero un bellissimo prodotto che sono molto orgoglioso di aver contributo a realizzare».

La linea di giocattoli più recente sono i Titans Return, vero?
«
Sì, sono una serie che riprende quella celebre dei master degli anni’80. Tutti i personaggi hanno un pilota che oggi si chiama Titan Master. Si tratta di un personaggino che si ripiega e diventa la testa del robot. L’idea divertente è che le teste si possono scambiare tra loro perché ognuna concede un potere diverso ai peronaggi. Inoltre le linee di giocattoli sono combinabili tra loro. Per esempio i personaggi molto piccoli formati da mezzi che si trasfomano con il loro pilota, posono diventare le teste di Transfoerms più grandi. In quelli ancora più grandi, per mantenere le proporzioni tra corpo e testa, si monta in più un elmetto che aiuta a rendere proporzionata la testa».

Qui sotto alcuni dei concept art dei giocattoli Transformers realizzati da Emiliano Santalucia:

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