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Tini – La nuova vita di Violetta, la conferenza stampa con Martina Stoessel


Tini – La nuova vita di Violetta, la conferenza stampa con Martina Stoessel

Si è tenuta a Roma, presso l'Hotel Parco Dei Principi, la conferenza stampa del film Tini - La nuova vita di Violetta alla presenza di tutto il cast

di Karin Ebnet 29/04/2016

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Ci sono quasti tutti. A Roma, per la presentazione ufficiale alla stampa di Tini – La nuova vita di Violetta, sono arrivati in massa tutti i personaggi principali del film (e anche qualche secondario). C’è Martina Stoessel naturalmente, ma anche Jorge Blanco, Mercedel Lambre, Adrian Salzedo, Clara Alonso, Leonardo Cecchi, Ridder van Koeten e Pasquale Nuzzo.

Presso l’Hotel Parco Dei Principi si è tenuta la conferenza stampa dove, di fronte al poster versione gigante del film, i ragazzi hanno raccontato la loro esperienza sul set. Ma le domande erano sopratutto dedicate a Martina, che con questa fatica cinematografica si lascia alle spalle l’avventura di Violetta iniziata cinque anni fa per dedicarsi completamente alla musica, con il suo primo album da solista uscito proprio stamattina.

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Qual è l’origine del nome Tini, che dà anche il titolo al film?

Martina Stoessel: «Mia madre quando sono nata ha pensato che Martina fosse un nome troppo da grande per un esserino tanto piccolo. Allora ha iniziato a chiamarmi Tini. È con questo nome che mi conoscono in famiglia e a cui ora anche i fan sono molto affezionati»

Che cosa vi è piaciuto di questa esperienza cinematografica?
Leonardo Cecchi:
«Lavorare con persone che si svegliavano ogni giorno con una passione e un calore unici e che volevano fare il meglio di quello che potevano fare».
Mercedes Lambre: «La cosa più bella è stato conoscere tante persone che hanno rappresentato per tanti mesi la mia famiglia»
Jorge Blanco: «Sono tutti anche amici miei. Lavorare in un film Disney è un’esperieza fantastica».
Martina Stoessel: «Questo film mi ha aiutato a crescere professionalmente e personalmente. Per me è stata un’esperienza importantissima».
Adrian Salzedo: «Se devo chiudere gli occhi e pensare a un ricordo, mi viene in mente un’alba meravigliosa a Taormina. Ma anche una famiglia che ha aperto il ristorante solo per noi perché era tutto chiuso e non c’era un posto dove mangiare».
Clara Alonso: «Questa esperienza ha superato ogni mia immaginazione. Ci hanno fatto sentire così bene, abbiamo girato in posti bellissimi. Adoro l’Italia, ma ora che sono stata a Catania e Taormina, mi sono innamorata di questi luoghi. È stato un viaggio-vacanze-lavoro con grandissimi amici».
Pasquale di Nuzzo: «Disney vi fa vivere le favole, e lavorare con loro è stato come vivere dentro una favola, perché sei trattato come un principe. Il successo di Violetta è tutto qui».
Ridder van Kooten: «Ho sempre amato i film Disney da quando ero bambino. E adesso aver postuto lavorare in un film disney è stato come realizzare un sogno».

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Il film affronta il tema della celebrità e dei problemi che ne derivano. Tu come ti rapporti al fatto di essere così famosa in tutto il mondo?
Martina: «Essere famosi è una conseguenza del nostro lavoro. Mi piace perché mi permette di ricevere molto amore, lo vedo sul palco o quando esco dall’albergo e trovo i ragazzi che mi fanno regali o chiedono l’autografo»

Hai vissuto anche tu un momento di sconforto come quello vissuto dal tuo personaggio?
Martina: «Chiaramente il film è una cosa, mentre la vita reale è tutt’altro.  Le cose non vanno esattamente come le si vedono sul grande schermo. Ci sono stati e ci sono dei momenti in cui non so più cosa sto facendo e dove sto andando, oppure mi chiedo perché tutto questo sia successo proprio a me. Ma poi si va avanti. Non si molla. Questo lavoro è un continuo percorso di crescita, in cui continuo a tarare quello che voglio. Una volta mi è stato chiesto come faccio a girare così tanto per il mondo. La risposta me la sono data nel fatto che sono cresciuta così. È come un bimbo che sin da piccolo impara più lingue contemporaneamente. Non si chiede se sia giusto o se sia impegnativo, lo fa è basta. Ed è così anche per me, che vivo questa vita nel modo più normale possibile».

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Nella tua nuova canzone parli di imparare a vivere. Tu lo hai fatto?
Martina: «Lo sto facendo, si continua a imparare ogni giorno un po’ di più. Sto cercando il modo di vivere felice. Non ho il segreto della vita, natualmente, ma imparo ogni giorno qualcosa di più».

Hai un posto che ti da conforto quando ne hai bisogno e dove puoi rifugiarti?
Martina: «Violetta nel film si trova in uno stato depressivo, ma non si chiude in camera a fare nulla. Si tira su le maniche e vuole ritrovare se stessa. È questo il messaggio più importante del film. È un messaggio di speranza e spinge ad andare sempre avanti nonostante le difficoltà. Il mio rifugio invece è la mia casa e la mia famiglia, che sta sempre con me e non mi lascia mai. Ogni tanto ci provo a dire a mio padre: “vai fuori, visita Roma, dai un’occhiata alla città”. Ma lui non si allontana mai da me. Con la mia famiglia posso essere me stessa, posso piangere, ridere, confidarmi ed essere sentirmi sempre perfettamente a mio agio».

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E gli altri ragazzi, come o su chi scaricano la tensione?
Jorge: «La famiglia è una delle cose più importanti. Ti permette di tenere i piedi per terra e rende le cose più facili. I nostri famigliari ci conoscono come siamo e conoscono la nostra  vera personalità».
Adrian: «Io mi tengo a distanza dalla mia famiglia perché litighiamo sempre (ride), ma ci vogliamo anche un gran bene. Con gli amici invece non discuto mai. Loro ti aiutano a rilassarti e mi permettono di tenere una certa distanza dal lavoro».
Clara: «In questo periodo non ho amcii e famiglia vicino, sono molto distanti da me. Ma il mio rifugio lo trovo nei luoghi in cui imparo qualcosa, dove trovo persone che condividono con me la stessa passione».
Mercedes: «A me aiuta molto il mio rapporto con Dio».
Pasquale: «Anche io la sera mi chiudo in cameretta a pregare, mi aiuta molto. Anche fare volontariato mi aiuta a vedere le cose in modo più concreto e reale».
Ridder: «La famiglia è al centro di tutti noi, ma anche i nuovi amici che mi sono fatto con questa esperienza mi hanno aiutato molto».
Leonardo: «In realtà, l’unico luogo in cui mi sento me stesso è il set. Quando sono lì mi sento bene e felice di essere quello che sono e che sto diventando».

Quali sono le emozioni che volete comunicare con le canzoni del film?
Leonardo: «Ho cantato la canzone sulla spiaggia e simboleggia la mia passione. La musica ti libera e ti permette di sfogarti».
Jorge: «Nel film canto due canzoni, ma il duetto è il mio brano preferito, mentre l’altro rappresenta il mio personaggio. Nel film sta realizzando il suo sogno professionale ma sta abbandonando quello personale. Questo mi insegna a non perdere mai di vista le priorità della mia vita privata».

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Consigliate una canzone o un film che per voi trasmette una particolare emozione…
Adrian: «Big Fish, il film di Tim Burton. Che ci insegna a sognare, a vivere ogni momento come fosse unico. Come diceva Gandalf ne Il signore degli anelli: “ogni storia ha bisogno di essere raccontata”».
Leonardo: Forrest Gump. Racconta tantissime cose, ma soprattutto insegna che nonon importa come si è ma un passo alla volta si può arrivare in cima alla montagna».
Clara: Imagine di John Lennon. Ti spiega che è importante trovare la forza per cambiare le cose, anche quando si pensa che sia impossibile. E poi che la felicità sta nelle cose piccole e nei rapporti, che sono la cosa più importante».
Pasquale: «Mi ha emozionato I passi dell’amore, in cui il protagonista realizza i sogni della ragazza che sta per morire. L’amore verso una persona ti fa fare qualsiasi cosa. Se ci amassimo un po’ di più e discutessimo un po’ di meno saremmo tutti più felici».
Mercedes: «Facing the Giants (Affrontando i giganti in italiano): mi ha fatto piangere ma non di tristezza»
Jorge: «Si può imparare qualcosa da qualsiasi cosa, da una canzone come da un film. È importantissimo saper osservare, ascoltare e apprendere. Come la canzone di Micheal Jackson Heal The World. Basta poco per cambiare il mondo».
Martina: «Con mio padre una settimana fa circa parlavamo dell’intelligenza e di dove ti porta. Oggi una persona intelligente è chi riesce a trovare la felicità, a prescindere dai mezzi che possiede. È questa la cosa più importante».
Ridder: «Tutti insieme appassionatamente. È il film che ho visto e rivisto milioni di volte e che mi ha ispirato a fare questo lavoro. Per questo ora ballo, canto e recito».

 

 

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