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Sam Claflin a Giffoni 2016: «Volevo fare il calciatore»


Sam Claflin a Giffoni 2016: «Volevo fare il calciatore»

Fan in delirio per Sam Claflin, arrivato a Giffoni Film Festival 2016 per presentare Io Prima di Te, nelle sale dal 1 settembre. Lo sapevate che voleva fare il calciatore?

di Irene Rosignoli 22/07/2016

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Fan in delirio per l’arrivo a Giffoni Film Festival 2016 di Sam Claflin, attore inglese diventato negli ultimi anni idolo dei ragazzi per ruoli come Philip in Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare, William in Biancaneve e il cacciatore e soprattutto Finnick nella popolare saga di fantascienza Hunger Games.

L’attore è arrivato a Giffoni per presentare il suo ultimo film, Io Prima di Te, in cui recita fianco a fianco con Emilia Clarke, la Daenerys Targaryen della serie Il trono di spade. Nella pellicola, Claflin si è calato nei panni di un uomo che dopo un incidente rimane paralizzato perdendo ogni ragione di vita. Tutto potrebbe cambiare però con l’arrivo nella sua vita della frizzante Louisa (Emilia Clarke), che si pone come obiettivo quello di dimostrargli che il mondo nasconde ancora molte sorprese per cui vale la pena lottare.

I ragazzi di Giffoni sono stati tra i primi in Italia a vedere in anteprima il film diretto da Thea Sharrock, che arriverà nelle nostre sale il 1 settembre. Ovviamente c’è stato spazio anche per le domande al protagonista, che oltre a raccontare la sua esperienza nei panni di Will Traynor ha svelato aneddoti curiosi sulla sua infanzia (uno su tutti: sognava di fare il calciatore), consigli utili per gli aspiranti attori e persino vizi e virtù della collega Emilia Clarke.

Ecco cosa ha raccontato Sam Claflin ai ragazzi e al pubblico di Giffoni:

Perché hai scelto di fare l’attore?
Sam Claflin: «Non penso di averlo scelto, credo sia stato il mestiere a scegliere me. Quando ero piccolo giocavo a calcio e volevo fare il calciatore. Pensavo che fosse proprio quello il mio futuro, fino a quando purtroppo mi sono infortunato e il mio sogno è sfumato. Comunque mia madre dice sempre che ero abbastanza teatrale anche quando ero in campo: per esempio, se subivo un fallo mi buttavo a terra urlando oppure quando segnavamo esultavo in modo esagerato. Quindi penso proprio che sotto sotto il mio destino sia sempre stato quello di fare l’attore».

Qual è la cosa più difficile del tuo mestiere?
«È un mestiere che comporta molte sfide. La più grande credo sia ottenere un ingaggio, perché effettivamente non sai mai quando e se lavorerai di nuovo. Io poi sono molto insicuro, non amo riguardarmi sul grande schermo e non ho una grandissima opinione delle mie performance e neanche del mio aspetto fisico, quindi devo fare molti sforzi per mantenermi determinato e positivo. Più di tutto ho imparato a saper attendere e ad essere fiducioso che le buone occasioni arriveranno a chi ha pazienza».

sam claflin me before you io prima di te

Quanto è stato difficile prepararti per interpretare il personaggio di Will in Io Prima di Te?
«È stato il ruolo più difficile che io abbia mai affrontato. Non conoscevo nessuno affetto da tetraplegia e quindi è stata necessaria una lunga preparazione. Ho fatto molte ricerche, studiato molto e incontrato persone in quella condizione, medici e operatori sanitari che mi hanno raccontato le loro esperienze. Per me poi è stato particolarmente complicato perché sono una persona e un attore molto fisico, gesticolo molto e parlo con tutto il corpo. Non è stato per niente semplice entrare nel personaggio e nel suo particolare stato».

Il film parla di un tema molto attuale come il suicidio assistito e il tuo personaggio dopo l’incidente non desidera più vivere. Tu condividi la sua scelta?
«Come attore è mio dovere capire le motivazioni del personaggio e non giudicarlo. Quindi ho dovuto mettere da parte le mie convinzioni e imparare ad essere d’accordo con lui, altrimenti non avrei potuto interpretarlo al meglio. Io ho parlato con molte persone che si trovano nella stessa situazione di Will e ho capito che tutti sono diversi e che ognuno reagisce in modo diverso. Non potrei mai sapere come reagirei io se dovesse capitarmi un incidente di quel tipo. Quello che penso è che è importante avere sempre una scelta, ovvero è giusto avere l’opzione di poterlo fare, proprio perché nessuno sa come potrebbe reagire in una situazione del genere. C’è chi perde ogni ragione di vita e chi invece ne acquista una nuova. L’importante è avere la libertà di scegliere, proprio come ha fatto il mio personaggio. Lui nella sua mente non si sentiva più la persona che voleva essere e pensava che la sua non fosse vera vita, quindi ha fatto la sua scelta».

Tu come affronti il cambiamento?
«Cerco di non combatterlo ma di trarne sempre il meglio. Il cambiamento è normale, soprattutto alla vostra età: crescendo si cambia molto velocemente. Non abbiate paura di cambiare e cercare di volgere in positivo anche i momenti più difficili».

sam claflin hunger games

C’è stato un momento della tua vita che ti ha reso cinico come il tuo personaggio? Chi ti ha aiutato in quella situazione?
«Io credo di essere una persona abbastanza cinica in generale, ma girare questo film mi ha insegnato a non prendere le cose per scontate e mi ha mostrato quanto siamo fortunati e quanto la vita sia meravigliosa. Non ho mai avuto un momento difficile come quello di Will, sono sempre stato molto fortunato e in questo momento sto vivendo davvero la mia vita dei sogni. Le persone che mi aiutano nei momenti più duri sono soprattutto i membri della mia famiglia: i miei genitori, mia moglie, mio figlio».

Com’è sul set Emilia Clarke?
«Non ho ben capito se sia un’ottima attrice o se sia veramente Louisa Clark, cioè il suo personaggio, anche nella vita vera. È davvero affascinante e ogni volta che entra in una stanza illumina tutto con il suo sorriso. Infatti, è davvero difficile non innamorarsi di lei quando sorride. Per esempio, nella scena in cui Louisa e Will si incontrano per la prima volta io dovevo essere duro con lei, ma lei arrivava con quel sorrisone e veniva da ridere anche a me. È imbranata e combina sempre un sacco di disastri. È davvero adorabile».

Ti piacerebbe recitare in una serie tv come la tua collega Emilia Clarke?
«Adoro le serie tv, ne guardo moltissime insieme a mia moglie. Penso che in una serie sia molto più facile sviluppare ed esplorare completamente un personaggio, perché ovviamente c’è più tempo rispetto a due ore di film. Mi piacerebbe molto lavorare in una serie tv, ma penso che le migliori (Game of Thrones, House of Cards, Bloodline) ormai siano già tutte occupate. Comunque per me la cosa più importante non è tanto il format, ma sono la storia e lo spessore dei personaggi».

sam claflin giffoni film festival2

Hai mai visto un film italiano?
«Non conosco l’italiano quasi per niente… so dire solo “ciao”, “grazie mille”, “ti amo” e “pizza”. Quindi sarò completamente onesto: non ho mai visto un film italiano. Non sono molto bravo a imparare le lingue e poi ultimamente non ho tanto tempo per la tv e il cinema perché ho un figlio piccolo. Scusate, lo so che non è bello dirlo… sono una persona orribile. Il mio consiglio comunque è di vedere più film possibile perché ci permettono di imparare molto».

Parlando di destinazioni, cioè il tema di Giffoni 2016, quale sarà la tua prossima destinazione?
«La mia destinazione in realtà è avvolta nell’incertezza. Sarò in un film con Rachel Weisz intitolato My Cousin Rachel e sono in trattative per interpretare il leggendario calciatore inglese Robin Friday in un film a lui dedicato, che però per il momento è ancora in fase di sviluppo e non è stato confermato. Per il resto, non so neanche se ci saranno nuovi film nella mia vita, ma sto bene così. Non vi auguro di vivere nell’incertezza, però a me piace il brivido di non sapere quale sarà la mia prossima destinazione».

Guardate tutte le foto di Sam Claflin al Giffoni Film Festival 2016:

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