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Oceania, i registi Ron Clements e John Musker hanno presentato il film a Roma


Oceania, i registi Ron Clements e John Musker hanno presentato il film a Roma

Ron Clements e John Musker, i "papà" della sirenetta Ariel, hanno presentato a Roma la loro ultima fatica: Oceania

di Irene Rosignoli 30/11/2016

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Direttamente dai Walt Disney Animation Studios, sono arrivati a Roma i registi e la produttrice di Oceania per presentare il nuovo classico in uscita il 22 dicembre.

Forse non conoscete i loro nomi, ma di sicuro Ron Clements e John Musker vi sono molto noti attraverso le loro opere. Questo leggendario duo ha diretto infatti alcuni tra i film animati Disney più apprezzati di sempre, ovvero Basil l’investigatopo, La sirenetta, Aladdin, Hercules, Il pianeta del tesoro e, più recentemente, La principessa e il ranocchio. La produttrice Osnat Shurer viene invece dalla Pixar, dove ha lavorato più che altro a cortometraggi, tra cui One Man Band e Stu – Anche un alieno può sbagliare.

Ecco cosa ci hanno raccontato della loro ultima fatica, Oceania, che nel frattempo sta già conquistando il pubblico americano.

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Quale tipo di ricerche avete fatto e a quali storie vi siete ispirati per realizzare questo film così complesso?
Musker: «La nostra è una storia completamente originale, ispirata però ad alcune leggende o miti polinesiani. È venuta in mente a me 5 anni fa quando ho iniziato a studiare le tradizioni di questi popoli e mi sono appassionato alle storie del semidio Maui, un eroe davvero unico. Ho subito pensato che avrebbe potuto essere il protagonista perfetto di un film animato e Ron si è trovato d’accordo. Quando l’abbiamo proposto a John Lasseter, lui ci ha chiesto di fare più ricerche e ci ha quindi spedito nelle isole del Pacifico».
Clements: «All’inizio era Maui il protagonista della nostra storia, mentre Vaiana è nata dopo il nostro ritorno a casa dai viaggi in Polinesia. Siamo rimasti colpiti dal legame che questi popoli hanno con le loro tradizioni e volevamo creare una protagonista che rappresentasse proprio questo, da poter affiancare a Maui».

Come vi siete trovati a realizzare il vostro primo film in animazione computerizzata? È stato difficile questo passaggio?
Clements: «È stato decisamente complicato. Avevamo utilizzato la CGI in passato, per esempio in Il pianeta del tesoro, ma mai fino a questo punto. Per noi è stato come ripartire da zero, in un certo senso siamo tornati a scuola. I nostri colleghi ci hanno seguito e ci hanno spiegato tutto, anche perché la produzione di un film al computer è completamente diversa, ci sono molti più passaggi. In certe cose è più complicata: con la matita ti basta tracciare una linea sul foglio, mentre col computer devi costruire tutto da zero. In altre invece è un grande vantaggio, per esempio una volta che hai costruito i personaggi è relativamente facile muoverli e si procede più velocemente».
Musker: «Una delle difficoltà più grandi è stata animare il mare. Volevamo che fosse sia un elemento naturale che un personaggio con delle proprie caratteristiche, come se fosse vivo. Questo ha richiesto lo sforzo congiunto di due reparti, quello degli effetti speciali e quello della character animation».
Shurer: «Del resto l’acqua è una delle cose più difficili da realizzare in computer grafica. Infatti la prima cosa che ci hanno detto i nostri animatori cinque anni fa è stata: “noi non siamo in grado!”».

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Nel film Vaiana ripete spesso di non essere una principessa, ma un’eroina. Come mai questa scelta?
Musker: «Fin dall’inizio la nostra protagonista è l’eroina della sua storia. Anche semplicemente dalla sua costituzione: è molto tonica e agile perché volevamo che fosse in grado fisicamente di sostenere le scene d’azione da sola, nonostante la presenza di Maui. Oceania è una storia di formazione e volevamo che la protagonista fosse un modello per tutti gli spettatori, ragazzi e ragazze. Vaiana insegna ad ascoltare la voce che è dentro di noi, a spingersi oltre i propri limiti e ad essere coraggiosi ma compassionevoli e attenti ai bisogni degli altri, come lei con il suo popolo».
Clements: «A volte ci perdevamo per strada, ma fortunatamente Osnat e le altre artiste coinvolte nella produzione si sono assicurate ogni volta di riportarci sui binari giusti per rendere Vaiana più forte e coraggiosa possibile».

Avete già in mente un sequel delle avventure di Vaiana?
Clements: «Abbiamo finito il film solo tre settimane fa, quindi ora ci prenderemo una pausa. Ma comunque ci sono molti altri film Disney in lavorazione che vi terranno compagnia nei prossimi anni. Alcuni sono simili a Oceania, altri sono più tradizionali con principesse e storie d’amore».
Shurer: «Realizziamo sequel solo se ci viene in mente la storia ideale, altrimenti si passa a un nuovo progetto originale. Non ci viene mai imposto di realizzare un seguito controvoglia. Spero però che anche i prossimi film che realizzerà lo studio continuino a rappresentare in modo paritario i personaggi maschili e quelli femminili».

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