News

Nick Jr. e Nickelodeon, due canali una parola d’ordine: Kids First


Nick Jr. e Nickelodeon, due canali una parola d’ordine: Kids First

Per Daniela Di Maio, Resposabile canali Nickelodeon talia, la tv per bambini deve essere prima di tutto sicura, sia nei programmi e sia nella pubblicità. Una filosofia che passa da SpongeBob a nuove serie come Mostri contro Alieni e con un occhio al web e alle app

di Karin Ebnet 28/03/2013

0

http://www.movieforkids.it/wp-content/uploads/2013/03/DiMaioDaniela-nickelodeon.jpg

I canali televisivi dedicati ai più piccoli sono “porti” sicuri a cui affidare i nostri figli, ma quanto sappiamo dei loro programmi, della linea editoriale o della varietà di offerta proposta? È la domanda a cui Movie for Kids cercherà di rispondere incontrando personalmente i responsabili della programmazione dei vari canali tematici per bambini e ragazzi per farci raccontare la loro “filosofia”. Partiamo da uno dei leader della Tv per ragazzi, ovvero la società che sta sta dietro a Nick Jr. e Nickelodeon (canali 603 e 605 di Sky), la casa di personaggi molto amati dal pubblico di giovani e giovanissimi come Dora l’esploratrice, Bubble Guppies, Team Umizoomi, Victorious, Avatar: la leggenda di Ang e SpongeBob. Ce lo racconta Daniela Di Maio, Resposabile canali Nickelodeon Italia.

Qual è la particolarità dei canali Nickelodeon?
«La filosofia di Nickelodeon è Kids First, ovvero quella di mettere sempre i bambini al centro. Un’attenzione che pian piano ci hanno copiato tutti. Nickelodeon presenta la realtà attraverso gli occhi dei bambini, e non quindi con quello spirito un po’ didascalico e moralistico che si vedeva una volta in tv. Le storie sono sempre raccontate con gli occhi e con il linguaggio dei più piccoli e i programmi hanno tutti un risvolto fortemente educativo. Oltre al bambino però mettiamo al centro anche la famiglia tout court. Il nostro intento è di indirizzare i genitori a non usare la tv come babysitter ma di guardarla insieme ai loro figli, perché il tempo che si dedica alla visione della tv è un momento molto importante nella dinamica familiare. Un bambino lasciato solo davanti allo schermo si pone degli interrogativi che non trovano risposta, invece se è accompagnato nella visione da un adulto può porre delle domande, e i genitori possono sfruttare le risposte che danno per strutturare una comunicazione più profonda e, perché no, magari usarle come base per un’attività extra da fare insieme. È proprio attraverso questo scambio  che la tv può dare degli stimoli e far vedere delle cose nuove che il bambino non conosce. Questo principio è anche alla basa della programmazione del nostro palinsesto, lasciando per la fascia preserale e serale quei prodotti che creano comunione. Proprio perché noi ci immaginiamo ancora la famiglia riunita sul divano a guardare la televisione».

Differenze tra Nick Jr. e Nickelodeon?
«Nick Jr. è un canale dedicato alla fascia prescolare dai 3 ai 6/7 anni. Non puntiamo sui bimbi più piccoli perché siamo interessati più che altro all’apprendimento cognitivo del bambino e alla presentazione di serie tv maggiormente articolate rispetto a quelle adatte ad un pubblico di piccolissimi. Il payoff delle nostre reti è “Imparare giocando” e proprio seguendo questo motto offriamo prodotti che siano molto divertenti e anche facili da seguire per i bambini, oltre ad avere sempre un intento educativo. Inoltre Nick Jr. è un canale totalmente sicuro. Non c’è nessun tipo di violenza, non ci sono parole che possano disturbare, è tutto strettamente controllato. Essendo un canale commerciale presenta anche la pubblicità, ma anche questa è selezionata attentamente. Tanto che quando ci è capitato di ricevere la segnalazione di un genitore che considerava uno spot poco adatto a suo figlio, ci siamo subito preoccupati di spostarlo in fasce orarie diverse se non addirittura di cambiare il canale di trasmissione. Nickelodeon invece è dedicato alla fascia scolare, per bambini dai 6/7 fino ai 12 anni di età, ed è molto più composito. Nel senso che contiene sia prodotti di animazone che serie live-action. Stiamo attenti ad essere piuttosto bilanciati, ovvero di non essere troppo maschili né troppo femminili, al contrario di altri canali competitors».

Quali sono i programmi di maggiore successo di Nick Jr?
«Barbapapà è un evergreen che attira bambini e genitori  sul nostro canale e poi non lo abbandonano più perché scoprono altri programmi di grande appeal. Una delle serie più famose e anche longeve (è partita negli Usa nel 2000) è Dora l’esploratrice. Nata con l’intento di far conoscere ai ragazzini americani la cultura latino ispanica, ha trovato facile collocazione anche da noi usando, invece dello spagnolo, l’inglese. La sua caratteristica primaria infatti è quella di essere completamente interattiva. Non solo la protagonista, con i suoi grandi occhi marroni, si riferisce direttamente ai bambini facendo loro domande e coinvolgendoli nel risolvimento dei problemi che di volta in volta le si propongono, ma cerca di insegnare appunto anche qualche parola di inglese. Ed è proprio la caratteristica del bilinguismo la chiave del successo di Dora. Che tra l’altro, insieme al suo spin-off Vai Diego!, spiega ai bambini la differenza tra culture diverse e fa loro conoscere animali e piante finora sconosciute e tipiche del Sud America. Perché questo tipo di serie va proprio a stimolare la loro curiosità, aggiungendo il valore della scoperta e dell’avventura, e costringe i piccoli spettatori a mettersi alla prova. Anche Bubble Guppies o Team Umizomi, serie di nuova generazione perché nate più o meno un paio di anni fa, sono progettate per essere estremamente educative. La prima ha per protagonista un gruppo di pesciolini sul fondale marino che prendono in ogni puntata un tema diverso – il campeggio, la posta, la raccolta differenziata, gli strumenti musicali – e ne spiegano il funzionamento oltre a sviscerare tutte le particolarità e le parole da conoscere legate a quell’argomento. La seconda, alla cui realizzazione hanno partecipato diversi studiosi tra i quali un’italiana dell’Università di Reggio Emilia, vuole sollecitare i bambini più piccoli nella risoluzione di piccoli problemi elementari, sviluppare il pensiero logico deduttivo e insegnare loro a fare di conto oltre a sapere riconoscere le varie forme e colori. Sono tutte micro infarinature che saranno preziose poi in ambito scolatico, anche perchè aiuta a comprende come la matematica non sia una disciplina ostica e aliena, come viene spesso dipinta nel nostro quotidiano, ma facile e divertente. Altra serie che piace molto è Max e Ruby, due coniglietti amici dei più piccoli».

Dora-e-diego

I vostri programmi sono fortemente educativi. Come lo comunicate alle famiglie?
«Il messaggio lo lanciamo attraverso dei promo posizionati all’inizio di ogni puntata, dove elenchiamo quali sono gli intenti educativi del programma che andrà a seguire. Questo per essere un po’ anche una guida. Per esempio, prima di un episodio di Dora L’esploratrice c’è scritto: “puoi conoscere e scoprire la natura e imparare l’inglese”. A brevissimo è previsto un restyling della grafica di Nick Jr. e quindi questi messaggi avranno una nuova formula e una nuova modalità, che stiamo ancora studiando, così da comunicare al meglio con i genitori».

Oltre alle acquisizioni avete anche dei programmi prodotti direttamente dalla sezione italiana di Nickelodeon…
«Sì, il progetto Nick jr. è molto forte qui in Italia. Quando siamo partiti, nel 2005, Nick Jr. non aveva ancora vita propria. Eravamo un canale generalista per bambini che iniziava la mattina con i programmi per bimbi e gradualmente durante la giornata la fascia di età di riferimento si alzava. Visto il grande successo che stava riscontrando la parte dedicata ai più piccoli, abbiamo deciso di creare il canale esclusivo Nick Jr.. Ed è una cosa un po’ in controtendenza. Negli Stati Uniti, anche se ci sono vari altri canali Nickelodeon dedicati ai maschi, con programmi action, e alle ragazze, con una parte più teen, il canale principale – Nickelodeon – è ancora diviso in fasce d’età. In altri paesi dove esiste Nick Jr., il canale è diviso a blocchi di programmi che vengono ripetuti durante la giornata e non vengono realizzate produzioni locali. In Italia non solo facciamo acquisizioni indipendenti, come i Barbapapà, che abbiamo solo noi, ma produciamo anche progetti inediti».

Un esempio?
«1, 2, 3… Perché? È una serie che abbiamo realizzato localmente che ha come intento di insegnare l’inglese ai bambini più piccoli facendoli anche divertire. La presentatrice è una donna di madre lingua inglese vulcanica ed eccentica che risponde alle domande che i bambini si pongono sul mondo tipo: “Perché le nuvole non cadono?” o “Chi accende il sole?”. Ogni puntata cerca di dare risposte a uno di questi quesiti, che viene usato come pretesto per insegnare in inglese tutte le parole del campo semantico in questione come cielo, accendere, spegnere, alto, basso… Il programma ha avuto un ottimo riscontro e abbiamo venduto il format anche in Francia. Questa primavera, probabilmente a maggio, iniziamo la produzione della seconda stagione, oltre a girare noi anche la versione per i piccoli spettatori d’Oltralpe».

Su Nickelodeon invece quali sono i programmi che vanno di più?
«È un canale molto variegato perché contiene sia prodotti d’animazione che live-action che funzionano perfettamente per entrambi i sessi. Anche se un programma, come La leggenda di Korra, ha per protagonista una ragazza, la componente action attira anche i maschi. Il campione d’ascolti però rimane SpongeBob, che è una serie che ha un target di riferimento vastissimo, visto che prende dai bambini sui 6/7 anni fino ai genitori, passando per adolescenti e ventenni. Funziona perché ha diversi piani di lettura: ad un livello più semplice e diretto c’è la buffa spugna protagonista che permette a un bambino di immedesimarsi per le cose che combina. Per esempio SpongeBob non sa allacciarsi le scarpe. Dall’altra però è pieno di riferimenti ed allusioni che divertono gli adulti. In Italia il brand SpongeBob ha ancora molta strada da fare, negli Usa invece è ormai un fenomeno pop».

spongebob-nickelodeon

E tra le serie live-action?
«Victorious e iCarly sono due delle nostre serie di punta. In particolare siamo stati molto orgogliosi di ospitare iCarly perché era una serie davvero innovativa. Interattiva al 100% e multipiattaforma. La protagonista realizza con la sua webcam una trasmissione che poi viene messa sul web. Negli Usa questo era un punto di contatto con gli spettatori, che potevano inviare i loro filmati che venivano inseriti all’interno della puntata. Purtroppo però sta per finire; ad aprile andrà in onda l’ultimissima puntata. La chiave del successo di queste serie è anche che si basano sulla comicità, che hanno per protagonisti personaggi un po’ scanzonati che si misurano quotidianamente con i propri errori e le imperfezioni. Per questo sono adatte ad entrambi i sessi».

Cosa arriverà di nuovo su Nickelodeon?
«Uscita importante è la terza stagione di Anubis, una serie che si discosta dalle altre presenti nel canale perché virata molto sul mistero piuttosto che sulla commedia, che arriverà a fine aprile. La produzione originale era olandase, ma visto il grande successo che ha riscontrato tra i ragazzi è stata subito rifatta dagli americani, che però hanno preferito girarla nella più gotica Inghilterra. E poi da non dimenticare la serie tratta dal film Mostri contro alieni, che fa ancora parte dell’accordo, ormai scaduto, tra DreamWorks e Nickelodeon, di cui fanno parte anche i Pinguini e Kung Fu Panda. Ancora però non è stata fissata una data di uscita».

Qual è la fascia d’audience più forte, la mattina o il pomeriggio?
«In realtà entrambe, dipende anche molto dal canale. Su Nick Jr. la mattina è un momento di grande ascolto, così come la fascia del pranzo, soprattutto il sabato e la domenica. Anche Nickelodeon funziona molto bene la mattina, quando mettiamo i prodotti d’animazione come SpongeBob, I pinguini di Madagascar o Kung Fu Panda. Poi per entrambi il momento più forte è il prime time, che va dalle 19.30 alle 22, proprio perché da noi la componente familiare è molto forte. La differenza fondamentale è che mentre su Nickelodeon a un certo punto si vede che i bambini vanno a letto, con Nick Jr. questo calo non è riscontrato, il tempo di ascolto è stranamente molto più prolungato».

Siete anche molto attivi con il web e le app per telefonini e tablet…
«L’importante è essere ovunque. In qualunque luogo virtuale siamo che sia la tv, il web o le app, sviluppiamo dei linguaggi ad hoc che siano giusti per il mezzo e il pubblico a cui ci riferiamo. Sul web per esempio la sezione dedicata a Nick Jr. contiene giochi adatti ai più piccoli e foto da colorare, mentre NickMagazine si rivolge ai ragazzi più grandi, che qui possono trovare le info sulle loro serie preferite oltre a news di musica, tv e e cinema, sui loro beniamini in generale. Sono siti molto sicuri e un ragazzo che ci naviga non incorre in nessun tipo di pericolo. Siamo anche su tutti i social network e stiamo sviluppando molto la sezione delle app. Preparatevi, perché tra poco ne lanceremo una nuova di Dora seguita tra aprile e maggio da un’altra di SpongeBob. I bambini ne andranno pazzi».

© Riproduzione riservata


This entry was posted in Senza categoria on .

Inserisci un Commento