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Intervista a Victoria Cabello, voce dei Monchhichi


Intervista a Victoria Cabello, voce dei Monchhichi

A tu per tu con Victoria Cabello, voce italiana dei ritrovati Monchhichi che è anche volata in Giappone per raccontare ai bambini tanti divertenti aneddoti sul mondo orientale

di Karin Ebnet 15/11/2017

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Dal 3 novembre su DeAJunior sono tornati i Monchhichi, le adorabili schimmiette cult degli anni’80 che hanno trovato nuova vita con la serie tv in computer grafica.

In un mondo magico, colorato e pieno di divertimento vivono i Monchhichi: protagonisti dei nuovissimi episodi saranno Kauri, forzuto ed intraprendente che tuttavia riesce sempre a mettersi nei guai. Il suo carattere solare e la sua innata rilassatezza sono il suo vero punto di forza. La piccola Hanae è il leader del gruppo. Determinata ma al tempo stesso sognatrice, riesce sempre a trovare il lato positivo e una risata in ogni situazione. Ama trovare sempre una soluzione ad ogni problema ed è talvolta molto competitiva: ogni tanto, pur di vincere vuole anche barare. Willow è il tuttofare e l’inventore del gruppo: dotato di grande creatività grazie al suo ingegno riesce a ribaltare ogni tipo di situazione. E’ sempre pronto a dare una mano e ad aiutare il prossimo. Accanto ai tre protagonisti, ci sarà Sylvus il mentore del gruppo, anziana creatura che guiderà i Monchicchi e li aiuterà nelle loro avventure. Aikor sarà invece lo stregone malvagio che cercherà di rubare l’elisir dei sogni ai Monchhichi e a metterli sempre in difficoltà con le sue lucertole un po’ stupide Glitz e Blitz.

La sigla della serie tv è cantata da Victoria Cabello, simpaticissima conduttrice di ritorno in tv dopo un periodo di pausa. Ma non solo. È sempre lei a introdurre gli episodi della serie con divertenti clip ispirate al Giappone, la patria dei Monchhichi, che toccheranno vari argomenti a misura di bambino: dal karaoke alla cucina nipponica passando per il bon ton a tavola, il trucco e il parrucco, gli oggetti imperdibili della cultura del Sol Levante e le tecniche di conversazione. Oltre a tanti ospiti giapponesi, non mancherà nelle clip una guest star d’eccezione: Silvano, il simpatico cocker di Vicky che diventerà amatissimo anche dai piccoli telespettatori del canale.

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Per l’occasione abbiamo incontrato Victoria Cabello che ci ha raccontato qualche curiosità sulla serie tv dei Monchhichi, sulla sua passione per il canto e sulla sua adorazione per Cristina d’Avena.

Ora che canti anche tu una sigla di una serie tv sei divenatata una collega di Cristina D’Avena…
«Non me lo dire. Quando ho ricevuto la proposta di DeAgostini non ci potevo credere. È praticamente un sogno che si realizza. So che è unalotta impari, ma sono nata cantando le canzoni di Cristina D’Avena, come tutte le bambine della mia età e sono una sua grandissima fan. Pensa che quando facevo Victor Victoria ho provato a invitarla una paio di volte ma è sempre così tanto impegnata tra concerti ed eventi che non eravamo riusciti a trovare una data libera…»

Avresti mai pensato di ritrovarti in veste di cantante?
«No (ride), finora ho solo cantato nelle quattro mura della mia cameretta. A questo punto però potrei ripresentarmi a X Factor come cantante ma probabilmente finirei allo Strafactor in compagnia di Elio…».

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Sei molto intonata però…
«Credo molto nei potenti mezzi tecnologici (scherzando e ridendo). Ti giuro però che mi sono impegnata moltissimo. Al di là del fatto che ho cercato di non sforzare la voce il giorno prima parlando il meno possibile con il mio cane (l’unico che mi ascolta tra l’altro) e sono andata a letto presto, è stato bravissimo il direttore di sala che mi ha spiegato bene come arrivare a determiate note. Comunque avevo già lavorato prima con la voce doppiando due film d’animazione. Il primo per bambini, sono stata Gioiel di Rio, il secondo invece era per Comic Central ed era un cartone animato politicamente scorretto intitolato Drawn Together».

Completo cambio di pubblico con Monchhichi…
«Sono arrivata fino a quelli che soffrivano di insomnia e mi guardavano in seconda serata e ora sono passata ai bambini… Sto facendo il cerchio completo».

Quali sono le sigle che cantavi di più da bambina?
«Quasi tutte, da Hallo Spank a Heidi, passando per Memole o Pollon. Potrei fare gare in playback sulle sigle di Cristina D’Avena».

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Quale altro tipo di musica ascolti?
«La musica è una componente fondamentale della mia vita. Se ti svegli di cattivo umore puoi sempre contare sulla musica per cambiarlo. Adoro Beyoncé, mi tira fuori la carica, così come sono molto amica di Levante (il nuovo giudice di X Factor) e conosco tutte le sue canzoni. Mi piacciono poi tutte le hit che puoi cantare a squarciagola in macchina come Nina Simon o Jimmy Hendrix».

Parlaci delle clip che precedono gli episodi dei Monchhichi…
«Sono piccole clip introduttive in cui parlo del Giappone. l pubblico è prescolare e quindi abbiamo cercato di adattare il linguaggio rendendolo facile e toccare temi che possano incuriosire i più piccoli, tipo come si sta a tavola, come si trova un indirizzo, gli oggetti imperdibili… Perché il Giappone è un mondo a sé e io lo amo molto».

Sei stata in Giappone quindi…
«Sì, per conto mio ma anche proprio in occasione della trasmissione. Siamo stati a vedere il parco delle scimmiette, il museo Ghibli (mostra una borsetta di Totoro che si è presa al museo) e tanti altri posti che descriveremo. Nelle clip mi sono fatta aiutare da alcune persone vicine all’oriente, che mi hanno aiutato a capire quali comportamenti sbagliati abbiamo noi occidentali quando ci avviciniamo alla loro cultura».

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Il tuo cartone preferito?
«Hallo Spank, tanto che ho un cane che gli assomiglia moltissimo. (si porta le mani alla bocca). Forse avrei dovuto dire Monchhichi, ma devo essere sincera, non me lo ricordavo come cartone. Da piccola ne possedevo uno e quando ho detto alle mie amiche di questo progetto mi hanno inondato di foto dei loro monchhichi. Ho detto subito di sì a questa nuova esperienza perché in un secondo mi ha riportato all’infanzia».

Cosa ti piace di questa nuova serie?
«Mi piace che abbiano reso contemporanei i Monchhichi inserendo personaggi come l’Hipster, simpaticissimo e rivoluzionario. Hana invece è una monchhichi molto forte e intraprendente, molto moderna».

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Progetti per il futuro?
«Ho un messaggio per tutti quelli in ascolto (ride). Sono bravissima a doppiare e vorrei tantissimo doppiare tutti i prossimi cartoni animati in arrivo».

Pare una minaccia…
«(ride) Una minaccia serebbe cantare tutte le sigle. Mi fermo ai Monchhichi e spero che Cristina D’Avena non abbia nulla da ridire sulla mia performance. Ma comunque si è realizzato un sogno e sono davvero molto felice di questo».

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