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Ferdinand Dvd, intervista a cuore aperto a Nick Jonas


Ferdinand Dvd, intervista a cuore aperto a Nick Jonas

Nick Jonas, autore della canzone Home, presenta Ferdinand Dvd e Blu-ray e parla della sua carriera e del vero significato per lui della parola casa

di Redazione 16/05/2018

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Ferdinand non è soltanto un film d’animazione con protagonista un toro talmente buono da sognare di vivere in mezzo ai fiori. È anche un importante insegnamento ai più piccoli alla non violenza, al riavvicinamento alla natura e all’importanza dell’amicizia. Sul film vi abbiamo ampiamente parlato nella nostra recensione. Ora però è arrivato Ferdinand Dvd e Blu-ray su tutti gli scaffali.

Ferdinand – La trama

Ispirato al libro per bambini del 1936, Ferdinand racconta appunto la storia di un toro gigante (doppiato in originale dalla star del wrestling John Cena) dal grande cuore. Dopo essere stato scambiato per una bestia pericolosa, viene catturato e strappato dalla sua casa, dove viveva felice insieme alla bimba con cui condivideva tutto. Determinato a tornare alla sua famiglia, raduna una squadra disadattata di amici in una rocambolesca fuga finale. Ambientato in Spagna, Ferdinand dimostra che non puoi giudicare un toro dalla sua copertina.

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Ferdinand Dvd

Cliccate sull’immagine qui sotto per scoprire tutto sulle edizioni in Dvd e Blu-ray di Ferdinand sugli scaffali dal 16 maggio:

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Intervita a Nick Jonas

Ad arricchire il calore della storia è anche l’allegra musica realizzata dal cantautore Nick Jonas, che ha scritto la canzone originale “Home” per il film. Ecco cosa ci ha raccontato sul suo incontro con Ferdinand

Hai scritto una canzone sull’importanza di avere una casa, proprio tu che per il lavoro che fai sei costretto a vagabondare da un posto all’altro. Quanto ti sei sentito toccato da questo brano?

«Molto, ma non è stato molto più facile di quanto non si pensi. Quando non si può avere una cosa la si apprezza molto di più quando la si ottiene. E casa diventa un po’ ogni luogo in cui ti trovi. Per me, casa è attualmente a Montreal, in Canada. Sono lì perché sto girando un film e i miei amici vengono a trovarmi contenti di poter imparare a conoscere una nuova città per qualche mese.  La mia vita è così. Raccolgo tante esperienze isolate che poi raccoglierò in un album di ricordi sotto un unico lungo viaggio. Ho visto luoghi incredibili e alcuni di loro li ho chiamati casa e ho tutta l’intenzione di continuare così perché mi piace vedere il mondo. Finché i miei amici e la mia famiglia verranno a trovarmi sarò felice».

La storia di Ferdinand è amata da intere generazioni. Quale parte ti ha ispirato di più?

«Era da tempo che mi sarebbe piaciuto scrivere una canzone per un film ma non ne avevo mai avuto l’opportunità. Poi è arrivato Ferdinand ed è stata una bella sfida. Parlando con il regista Carlos Saldanha, mi ha dato una visione inedita dei personaggi, del mondo che stava per creare e mi ha mostrato alcune scene del film. Riuscire a dare la giusta atmosfera non è stato facile ma mi ha aiutato lavorare con Justin Trantor, uno dei miei co-autori preferiti. Insieme abbiamo iniziato a parlare della vita, del significato della parola Casa e di quello che significa sentirsi felici esattamente dove sei. La canzone è sorta così spontanea dalle nostre parole e ha preso vita in una manciata di ore. Significava tanto per me questa canzone ed ero un po’ nervoso pensando che sarebbe potuta non piacere e invece eccoci qui».

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Nella vita ci siamo sentiti tutti un po’ come dei tori in un negozio di porcellana quando ancora non sapevamo chi siamo e non avevamo fiducia in noi stessi. Ora le persone ti guardano come un modello da seguire, ti ricordi quando è stato il momento in cui hai preso consapevolezza di te?

«Questo è probabilmente il più grande equivoco di tutti. Sono la persona che ha accumulato più insicurezze proprio perché sotto i riflettori. Certo, non permetto che questo mi stessi e penso che faccia parte del gioco, ma non credo di avere ancora vissuto il momento in cui ho pensato “So chi sono, so tutto di me e di quello che voglio essere”. So però di aver vissuto esperienze molto belle e costruttive, alcune buone e altre meno e che mi sento come se fossi una lastra di marmo che si scheggia man mano che la vita prosegure. Pian piano da quel marmo sta emergendo la figura di una persona e quando succederà sarò felice. Voglio solo continuare a crescere e trovare il modo di far evolvere quella figura in una persona capace di portare luce e positività nel mondo».

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Ferdinand trova pace e serenità grazie ai fiori. Qual è il tuo fiore preferito?

«Adoro le orchidee. Ho un amico che le coltiva e ne ha una vecchia di 80 anni. Non sapevo che fosse possibile e mi ha stupito molto scoprire che invece lo è. Amo anche le rose bianche».

Ferdinand crede negli atti casuali di gentilezza. Qual è stato l’ultimo che hai ricevuto?

«L’ultimo atto casuale di gentilezza che ho ricevuto è stato il giorno del mio compleanno in un negozio di insalata a Los Angeles. Sono entrato ed ero tutto stressato perché non avevo quasi il tempo di mangiare perché dovevo correre da un appuntamento all’altro. Alla cassa però mi hanno detto che mi offivano l’insalata spernado che per me fosse un’ottima giornata. Il gesto, così gentile e spontaneo mi ha sorpreso e ha davvero migliorato la mia giornata. Per questo li ringrazio ancora oggi».

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Pensi che Ferdinand possa far breccia nel pubblico in questi tempi così cinici?

«Penso che il pubblico rimarrà coinvolto in maniera profonda con Ferdinand perché è una storia senza tempo e lancia un messaggio molto positivo. Amo molto quando l’arte, sotto qualsiasi forma, ti fa vedere una storia e poi d’improvviso ti colpisce con il vero messaggio. Perché così ha un impatto maggiore. Il pubblico, che sia formato da adulti o da bambini, usciranno dal cinema sentendosi sollevati e incoraggiati e avranno voglia di diffondere il senso di amore profondo che hanno ricevuto guardando il film».

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