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Enzo d’Alò spiega il “suo” Flauto Magico con Pipì, Pupù e Rosmarina


Enzo d’Alò spiega il “suo” Flauto Magico con Pipì, Pupù e Rosmarina

I tre piccoli eroi in cerca del Mapà sono protagonisti di un'avventura tratta dalla celeberrima Opera di Mozart

di Karin Ebnet 1/03/2014

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Oggi, 1 marzo 2014, su RaiYoYo verrà trasmesso l’episodio speciale della serie Pipì, Pupù e Rosmarina, un’occasione unica per far avvicinare i bambini alla musica classica. Pipì, Pupù, Rosmarina e il Flauto magico infatti è lo straordinario risultato dell’unione tra uno dei più grandi animatori italiani, Enzo D’Alò (La freccia azzurra, La gabbianella e il gatto, Momo alla conquista del tempo, Opopomoz e Pinocchio), e il compianto scrittore Vincenzo Cerami (già sceneggiatore de La vita è bella). Che hanno rielaborato l’opera celeberrima di Mozart, rendendola comprensibile ad un pubblico di giovanissimi attraverso un linguaggio semplice e diretto, oltre a tanto divertimento. Protagonisti sono sempre loro, i tre adorabili Pipì, Pupù e Rosmarina, sempre in cerca del Mapà (un essere speciale che rappresenta insieme la mamma e il papà), alle prese questa volta con un’avventura musicale.

Per l’occasione abbiamo fatto due chiacchiere con Enzo D’Alò, che ci ha raccontato la genesi di questo progetto (in arrivo altri episodi dedicati ad altre celeberrime opere) e dell’importanza di parlare alle nuove generazioni mettendosi all’altezza dei bambini.

Guardate il trailer di Pipì, Pupù, Rosmarina e Il Flauto Magico

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Quello di Pipì, Pupù, Rosmarina e il Flauto Magico è un’operazione molto importante oggi nel panorama dell’offerta di prodotti per bambini perché aiuta ad avvicinare i più piccoli alla musica classica, oggi troppo bistrattata e dimenticata. Raccontaci la genesi di questo progetto…
«Nasce tutto da un concetto di contaminazione. Nella serie tre personaggi sono alla ricerca di un fantomatico Mapà, che però non esiste davvero. Quello che conta però è il loro viaggio, in un’ottica di storia di formazione, per cui non è importante dove si arriva ma il percorso che si fa. Il motore propulsore è quello che abbiamo tutti noi, la curiosità, la voglia di andare a scoprire il mondo. È questo filosoficamente il Mapà. In questo progetto il Mapà si sposa a quello di Opera classica, anzi Opera Buffa, che ai bambini di solito è completamente estranea. L’idea quindi era quella di semplificare sia la musica – le parole sono in tedesco, difficili da comprendera anche per gli adulti –, sia le storie. Basta pensare che l’80% circa delle trame legate all’Opera si basa su tradimenti e amori che finiscono nel suicidio. Tutti argomenti non adatti ai bambini più piccoli».

Come sei riuscito a rendere la storia del Flauto Magico adatto anche ad un pubblico pre-scolare?
«La prima preoccupazione è stata quella di modificare la storia lasciando intatte le chiavi narrative e le concatenazioni, quindi senza toccare “l’anima” del Flauto Magico, ma sostituendo i contenuti rendendoli adatti ai più piccoli. Così abbiamo pensato di prendere Pipì, Pupù e Rosmarina e di farli entrare in un bosco.Qui si ritrovano al cospetto di Sarastro e Astri-fiammante (ovvero La regina della notte), che sono due personaggi del dell’opera originale di Mozart. In questo caso però il primo è il proprietario di un circo, l’altra di uno zoo. Tutti e due rapiscono gli animali del bosco per aggiungerli alle loro attività e ovviamente sono in grande rivalità perché si portano via gli animali l’uno all’altro. Quindi ognuno parla male dell’altro – Sarastro dice “io sono buono, è lei che è cattiva” – ma in realtà entrambi mirano a catturare Pipì, Pupù e Rosmarina per i loro spettacoli. È così che abbiamo trasformato una storia romantico-amorosa-esoterica in una storia ecologista.

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E le musiche?
«La storia è stata contaminata da Pipì, Pupù e Rosmarina e condensata in uno speciale di 22 minuti. Una storia che si avvicina di più a quella già raccontata nei 78 episodi della serie. Quindi anche i testi dei brani hanno dovuto subire un cambiamento non raccontando più quindi la storia di Tamino e Pamina, ma quella dei nostri tre eroi. E poi le muische le abbiamo rese più semplici, le abbiamo in un certo qual modo… infantilizzate. Ovvero rese più adatte a un pubblico estremamente ricettivo ma ancora in erba. Abbiamo quindi riscritto le musiche rimanendo sempre legati allo spirito del Flauto Magico».

Le arie più importanti le avete tenute…
«Sì, quelle sono rimaste. Come quella della Regina della Notte. Ma il dettaglio più importante è che a cantarle quasi tutte sono Pipì, Pupù e Rosmarina stessi. Non volevamo un’esecuzione perfetta, quello che volevamo era di mantenere intatta la spontaneità anche a discapito dell’intonazione – e questo si può notare anche nella sigla della serie. Perché il gioco è quello. Sono i bambini che cantano e cantano la grande opera. Mi piacerebbe che succedesse più spesso, ovunque».

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Un film fatto per loro e da loro insomma…
«Esatto. Le stonature, le imperfezioni aiutano i bambini a identificarsi. I bambini non possono identificarsi con qualcuno di perfetto, che non sbaglia mai. Hanno bisogno invece di sentire in quello che stanno vedendo è una realtà vicina alla loro, di trovare conferme. E poi, perché no, potrebbero sentirsi invogliati a cantare. Quello che mi piacerebbe fare in futuro è realizzare una sorta di versione karaoke, musica senza parole per poter dare loro la possibilità di cantare le canzoni che hanno imparato. Con la sigla di Pipì Pupù e Rosmarina l’abbiamo già fatto…».

La tua operazione ha ricevuto alcune critiche, eppure non è la prima volta che in Italia – ma anche nel mondo – si porta avanti un’operazione simile…
«Assolutamente. Uno degli elementi più importanti del Flauto Magico è proprio la parodia, così tipicamente italiana che si trova difficilmente in altri paesi. Ce l’abbiamo nel Dna. Legata sopratutto al varietà e alla musica, presto è diventata un fenomeno televisivo. Pensiamo a Totò, a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, al trio Marchesini-Lopez-Solenghi. Abbiamo una lunga tradizione di storpiatura di libri e canzoni riscritti con testi ironici e parodistici. Basta ricordare anche i divertenti adattamenti per mano del Quartetto Cetra, che negli anni ’60 portarono in tv grandi opere letterarie riadattate con l’ausillio di canzoni e canzonette in voga all’epoca, ma con i testi riveduti per adattarsi alla nuova struttura narrativa. Forse Pipì Pupù e Rosmarina sono figli o nipoti di questa tradizione».

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Parola chiave: sdrammatizzare!
«Saper usare l’ironia e persino l’auto-ironia significa avvicinare le persone, sorridere di quello che abbiamo intorno e non fossilizzarci. La contaminazione è importantissima. Se racconto la musica ai bambini, sento la necessità di contaminarla con elementi tipici dell’universo infantile. Che sono per esempio anche le storpiature!».

In futuro?
«Vorrei iniziare il prima possibile a lavorare su altri episodi come questo, ispirati ad altre opere celebri. Purtroppo però dovrò farlo senza Vincenzo Cerami. Sono indeciso se appoggiarmi a un altro sceneggiatore. Forse sarebbe più semplice per me cercare di ricordarmi tutti i meccanismi che lui aveva di costruzione di questa serie specifica. Lui diceva che quando scriveva Pipì, Pupù e Rosmarina voleva dimenticarsi di essere uno sceneggiatore per tornare bambino per scrivere come avrebbe scritto se fosse stato un bambino. Pensando a questo concetto diventa anche più chiaro il rapporto tra Pipì, Pupù e Rosmarina e il narratore (la voce è quella di Giancarlo Giannini, ndr), che interviene spesso per sgridare i nostri tre amici. Insomma abbiamo raccontato una storia per adulti con il linguaggio dei bambini rendendola adatta ai più piccoli».

Enzo D'Alò da bambino “contaminato” da Pipì, Pupù e Rosmarina

Enzo D’Alò da bambino “contaminato” da Pipì, Pupù e Rosmarina

Appuntamento con Pipì, Pupù e Rosmarina è dunque oggi, 1 marzo 2014 alle 18.30 su RaiYoYo con l’episodio speciale dedicato al Flauto Magico di Mozart. Ma i tre simpaticissimi personaggi nati dalla geniale fantasia di Enzo D’Alò vi danno appuntamento anche al BAFF – Busto Arsizio Film Festival (che si terrà dal 29 marzo al 5 aprile) con un fantastico concorso che coinvolge le scuole.
Prendendo ispirazione dalla serie e dal titolo del BAFF 2014, “Non di solo pane”, gli alunni delle scuole primarie (classi seconda, terza e quarta elementare) sono stati invitati a inventare nuove storie e avventure per i tre personaggi. Enzo d’Alò sceglierà il testo migliore e premierà il giovanissimo autore nel corso di un pomeriggio, dedicato a tutti i bambini, non solo quelli che hanno partecipato al concorso, che prevede anche la proiezione di Pipì, Pupù e Rosmarina e Il Flauto Magico e un laboratorio creativo con l’artista AnnaLaura Cantone, dal titolo “Disegna sulle ali della Fantasia”. L’evento sarà coordinato e presentato dall’autrice e produttrice Maricla Affatato.

La seconda serie di Pipì Pupù e Rosmarina è invece prevista in onda su Rai YoYo a partire da domenica 8 giugno, ogni sabato e domenica alle 17.30 con quattro episodi consecutivi. A seguire, replica di questi nuovi 26 episodi fino al 20 luglio e poi la ripresa dei 52 episodi della serie Tv.

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