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Dietro le quinte di Leo Da Vinci, intervista con lo sceneggiatore Davide Stefanato


Dietro le quinte di Leo Da Vinci, intervista con lo sceneggiatore Davide Stefanato

In occasione dell'uscita al cinema di Leo Da Vinci - Missione Monna Lisa abbiamo fatto quattro chiacchiere con lo sceneggiatore Davide Stefanato per scoprire qualcosa di più sul giovane e geniale protagonista

di Luca Celoria 9/01/2018

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L’11 gennaio arriverà al cinema l’ultima fatica del Gruppo Alcuni, eccellenza italiana di animazione che ha dato i natali ai celebri Cuccioli e MiniCuccioli. Si tratta di Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa, film d’animazione che racconta le avventure giovanili di un Leonardo Da Vinci quattordicenne, pieno di energia e con la testa mille invenzioni da provare.

Questa la trama ufficiale: Un film sulla figura enigmatica e affascinante del giovane Leonardo da Vinci che riesce a ricreare il suo mondo fatto di scoperte geniali, invenzioni intelligenti, momenti dedicati al divertimento e un grande sogno: riuscire a volare. In questa avventura insieme a Leo ci sono vecchi e nuovi amici, tra cui la forte e determinata Lisa di cui il ragazzo è innamorato senza saperlo. C’è anche un manipolo di temibili Pirati che ricorrono alle maniere forti per raggiungere il loro obiettivo: recuperare il tesoro sotto il mare vicino all’Isola di Montecristo. Grazie alle sue avveniristiche invenzioni, prima tra tutte lo scafandro, Leo trova per primo il tesoro… ma i pirati non stanno a guardare!

Un giovane Leonardo era già stato protagonista anche di una serie tv andata in onda sui canali Rai e di alcuni cortometraggi che il Gruppo Alcuni aveva realizzato per Milano Expo 2015. Per questa nuova versione cinematografica però il look è stato completamente ridisegnato e anche la storia ha subito molte modifiche.

Per scoprire qualcosa di più sul film abbiamo incontrato Davide Stefanato, autore e sceneggiatore trevigiano che ha aiutato Sergio Manfio nella creazione del mondo in cui si muove il Leo del film, oltre ad aver lavorato alla serie tv dei MiniCuccioli. Ecco tutto quello che ci ha svelato su Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa:

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Siete passati dai corti al lungometraggio. Com’è nata l’idea di usare un giovane Leonardo Da Vinci come protagonista delle vostre storie?

Davide Stefanato: «Il passaggio dalle puntate di una serie al lungometraggio era già avvenuto con successo nel 2010 con Cuccioli: il codice di Marco Polo. Affrontare un film intero in animazione è un’impresa titanica sia da un punto di vista creativo che produttivo ma tale era il desiderio di vedere il nostro giovane Leonardo passare dalla tv al grande schermo che ci siamo imbarcati in questa avventura con grande entusiasmo ed energia. Leonardo da Vinci è un personaggio affascinante, sfaccettato, ricco di misteri e conosciuto in tutto il mondo, in pochissimi documenti però si descrive la genesi del genio, di come fosse da ragazzo. Un giovane Leonardo era una sfida troppo stimolante per non essere accolta ed è così che è nato Leo da Vinci».

Parlaci di lui. Quali sono le caratteristiche del Giovane genio?

«Leo è perspicace, intelligente, sveglio e molto intuitivo ma alle volte, come spesso capita agli artisti e agli inventori, ha un po’ la testa tra le nuvole, per fortuna a farlo tornare con i piedi per terra ci pensano da un lato il suo grande amico Lorenzo, buffo e altruista e dall’altro Lisa, una ragazza tosta, decisa, molto bella, verso la quale il nostro genio prova qualcosa di più di una semplice amicizia».

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Leonardo e Monna Lisa… avete intenzione di risolvere il celebre mistero dell’identità della Gioconda?

«(ride) Certo! Monna Lisa, la Gioconda altri non è che Lisa una delle migliori amiche di Leo, almeno per noi. Ci piaceva il fatto che il volto di uno dei quadri più famosi al mondo fosse quello di una ragazza semplice e che il dipinto esposto al Louvre non fosse che l’ultimo tentativo dei molti fatti da Leo di ritrarre la ragazza che gli piaceva da ragazzo».

Quali sono state le scelte principali e le difficoltà maggiori nello sviluppo della storia?

«L’idea di base nata dalla mente di Sergio Manfio, regista del film e capo-sceneggiatore, è stata quella di sdoganare Leonardo da Vinci da tutto ciò che si era visto in precedenza sulla figura del grande genio. Si voleva creare un avventura in cui Leo fosse sì protagonista ma allo stesso tempo mostrasse debolezze ed entusiasmi propri dei ragazzi di oggi. Lorenzo e Lisa diventano così co-protagonisti del film assieme ad Agnes, una piccola e scatenata trovatella e Nicolò, un bambino polacco appassionato di stelle (vi ricorda qualcuno?). Una missione di gruppo, quindi, nella quale ognuno dei ragazzi mette il proprio talento, ovviamente a Leo e alle sue invenzione spetta la parte del leone. La storia è avvincente e con molti colpi di scena inaspettati ed è frutto di un lavoro del nostro staff autorale (Oltre a Sergio e Francesco Manfio, me e Anna Manfio) durato molti mesi in cui si è arrivati ad un’avventura che convincesse tutti allo stesso modo poiché credo che la parte più difficile sia proprio trovare un racconto che entusiasmi tutti e sul quale si è pronti a credere durante gli anni di lavorazione».

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Come mai avete scelto di ambientare le storie di Leo tra i pirati?

«Tutti noi da bambini abbiamo sognato di partire a caccia di un vero tesoro e i veri tesori sono custoditi in vecchi relitti in fondo al mare ricercati da pericolosi Pirati senza scrupoli. Leo non poteva essere da meno, solo che questa volta il tesoro esiste davvero e i Pirati faranno di tutto per battere il piccolo genio. Leonardo da Vinci vive per la prima volta in un’avventura di pura fantasia e diventa il protagonista di una rocambolesca corsa alla ricerca del ricco forziere al quale mirano il pirata Fly e la sua ciurma».

Nel film vi siete divertiti a citare opere famose di Leonardo Da Vinci? Avete nascosto qualche Easter Egg?

«Ovviamente gli Ester Egg ci sono, ma se li dicessimo addio sorpresa. Se li trovate provate a scriverci, vi faremo sapere se siete stati attenti. Per quanto riguarda le opere di Leonardo, invece, alcune sono citate ma potete trovare anche invenzioni che Leo ha fatto da ragazzo delle quali s’è persa, nei secoli, ogni testimonianza e solo noi sceneggiatori del film ne siamo venuti a conoscenza… sarà davvero così?».

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Al termine del film dobbiamo aspettarci una scena finale?

«Spoiler è la parola più odiata dai appassionati di cinema e serie tv quindi non dirò nulla, solo che la scena finale conclude il film con una dolce sorpresa».

I minicuccioli stanno per tornare al cinema. Hai lavorato anche alla sceneggiatura dei questa storia? Se sì, come lavori alla storia dei cuccioli, hai lo stesso approccio che usi per quello di un film come Leo Da Vinci?

«Tra qualche mese uscirà, prodotto da Gruppo ALCUNI e Distribuito ancora da Videa MiniCuccioli – Le quattro Stagioni. Ho il piacere di lavorare su questa serie dalla prima puntata e il successo che sta avendo davvero ci riempie di gioia dato che vediamo come sia apprezzato anche da bambini molto piccoli. Le mamme si complimentano spesso con noi per la delicatezza e la sensibilità del prodotto. MiniCuccioli sarà un film con un target un po’ diverso da Leo, è indirizzato ad un pubblico prescolare e giocato su dinamiche più “facili”, più immediate ma godibili anche a bambini molto piccoli. Mini Cuccioli è diventato in poco tempo il nostro fiore all’occhiello, nato dalla pluriennale esperienza di Gruppo ALCUNI negli spettacoli con i bambini».

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Davide Stefanato, sceneggiatore di Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa
e della serie tv MiniCuccioli per il Gruppo ALCUNI
photo © Manuel Scarparo

Raccontaci una giornata tipica di uno sceneggiatore che sta componendo una storia da portare sul grande schermo…

«La giornata tipica comincia la sera prima delle riunioni quando distesi a letto ti vengono i mente mille idee, variazioni, intrecci e dialoghi da inserire nel film. Tutte queste idee difficilmente superano l’esame di una notte di sonno (ogni creativo sa a cosa mi sto riferendo) e bisogna ricominciare la mattina dopo. Le riunioni di gruppo comunque sono il modo migliore per confrontarsi, valutare e, perché no, anche scontrarsi fino ad arrivare all’idea finale, sperando sia la migliore. Ovviamente è un lavoro lungo in cui ad una prima parte in cui si struttura la storia ne segue una seconda nella quale viene posta attenzione ai dialoghi e ad ogni singola scena per poi terminare con un lavoro, chiamiamolo, di cesello sulle parole e i termini di ogni battuta usate dai protagonisti».

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La domanda è d’obbligo, state pensando a un sequel o a un altro progetto totalmente differente?

«Stiamo pensando a molte cose in questo momento. Sarebbe molto bello poter continuare con Leo che oramai è diventato per noi uno di famiglia assieme ai suoi amici. Non sappiamo ancora se potrà esserci una nuova serie con il piccolo genio protagonista ma noi ci speriamo e stiamo lavorando in questa direzione. Per quanto riguarda il grande schermo aspettiamo di vedere l’accoglienza riservata dal pubblico al film, poi decideremo».

Se tu salissi sul palco dei premi oscar come vincitore nella categoria Miglior film d’animazione, cosa diresti, e soprattutto, cosa direbbe Leo?

«Mi immagino salire le scale del palco degli Oscar, ma subito la sveglia suona e mi sveglio per portare a passeggio Rosa il mio cane! Se dobbiamo sognare in grande credo che ringrazierei chi davvero lo merita cioè tutti coloro che lavorano per un film di animazione, che sono veramente tanti e veramente bravissimi. Al Gruppo Alcuni abbiamo la fortuna di avere alcuni tra i migliori professionisti in Italia in questo settore, dall’editing ai background, dai prop (gli oggetti) geniali e leonardeschi alla meravigliosa colonna sonora. Una grande squadra capitanata da Sergio e Francesco Manfio. Ecco chi ringrazierei, ma anche la mamma sennò si arrabbia. Leo invece si dimenticherebbe di ritirare il premio perché perso in qualche pazzesca invenzione».

 

 Qui sotto tante immagini di Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa:

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