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Cenerentola, il riscatto di Walt Disney


Cenerentola, il riscatto di Walt Disney

Cenerentola ha ridato nuova linfa ai Walt Disney Studios e li ha fatti usciri da uno dei periodi più bui. Tutti i retroscena del classico Disney. Le foto dedicate alla principessa Disney a WOW Spazio Fumetto di Milano

di Redazione 22/11/2017

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Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dell’universo delle principesse Disney insieme a Sogno e avventura: 80 anni di principesse nell’animazione Disney, la bellissima mostra allestita presso WOW Spazio Fumetto – Museo del fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano (Viale Campania 12). Fino al 25 febbraio 2018 le principesse Disney sono protagoniste di un’esposizione che permette di dare uno sguardo inedito nel magico mondo Disney fatto di avventura e divertimento ma senza dimenticare la storia dell’animazione in compagnia di Biancaneve, Cenerentola, Aurora, Belle, Ariel, Jasmine, Mulan, Pocahontas, Rapunzel, Tiana, Merida, Elsa e Anna.

Dopo Biancaneve è arrivato il momento di parlare di Cenerentola e di come sia stata protagonista di uno dei periodi più difficili per i Walt Disney Studios…

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Gli anni della Seconda Guerra Mondiale sono uno dei periodi più difficili per i Walt Disney Studios.

Film come Pinocchio, Fantasia e Bambi, in cui Walt credeva fermamente, non riescono a recuperare le spese sostenute, anche a causa del conflitto che blocca l’accesso ai mercati cinematografici europei. Durante la guerra gli Studios si concentrano sulla produzione di film per il governo americano, mentre dopo la fine del conflitto a dominare sono i lungometraggi a episodi, come Musica, Maestro! e Lo scrigno delle sette perle. Le condizioni finanziarie non sono certo rosee e occorre investire in un film che possa riportare lo studio ai fasti di un tempo: se Biancaneve aveva portato grandi incassi lo stesso sarebbe sucesso con la versione cinematografica di un’altra amatissima fiaba con una principessa protagonista: Cenerentola.

Con un budget di oltre tre milioni di dollari, il film avrebbe dovuto riscuotere un successo davvero colossale: così sarà. Gli Studios sono salvi. Uscito nel 1950, Cenerentola si colloca a metà strada tra i film dell’età d’oro degli anni Trenta e Quaranta e quelli, meno popolari, del decennio successivo.

L’aspetto visivo del film è frutto di sensibilità differenti: mentre il design dei personaggi rientra perfettamente nello stile Disney di quegli anni, i fondali sono invece influenzati dallo stile di Mary Blair: essenziali, stilizzati e all’opposto del naturalismo di Biancaneve e dei film dei primi anni Quaranta. Dal punto di vista tecnico si tratta di una produzione sicuramente sontuosa, anche se per abbassare i costi viene utilizzata parecchio la tecnica del rotoscopio.

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Anche questa volta, a fare le spese della difficoltà nell’animare la figura umana è il Principe, il cui ruolo inizialmente dovrebbe essere maggiore.

È interessante ricordare che la sequenza in cui l’abito di Cenerentola ridotto in cenci si trasforma grazie alla magia della Fata Smemorina era la preferita di Walt Disney.

Per dare maggiore respiro alla storia, rispetto alla fiaba originale vengono aggiunti numerosi personaggi, come i simpatici topolini. Se in Biancaneve gli animali sono un simpatico contorno alle faccende domestiche della protagonista, qui il microcosmo degli animali costituisce una vera e propria storia a sé, che completa e si integra con quella di Cenerentola. A contrastare i topini c’è il perfido gatto Lucifero, disegnato sulle fattezze del gatto dell’animatore Ward Kimball.

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A costituire il successo del film non sono solo gli incassi, ma anche tutti gli oggetti ispirati al film che vengono prodotti dando il via alla produzione di gadget Disney legati ai film d’animazione. Sono in particolare le canzoni del film, su tutte “Bibbidi Bobbidi Bu”, pubblicate attraverso l’etichetta Walt Disney Music Company fondata per l’occasione, ad avere un grande successo. Si evolve lo stile delle canzoni, che vengono per la prima volta affidate ai musicisti della cosiddetta Tin Pan Alley (Vicolo della padella stagnata), soprannome dato alla zona di New York in cui si trovavano le etichette discografiche e gli artisti che hanno dominato la scena musicale degli Stati Uniti fino alla prima metà del XX secolo. È un passo importante: le canzoni non sono affidate ai compositori interni allo studio, cercando di coinvolgere realtà esterne come già avvenuto nei film a episodi degli anni Quaranta, in cui era stato coinvolto perfino Bing Crosby.

Il grande successo del film, sia critico che commerciale, porta lo studio a mettere quasi subito in produzione un’altra fiaba classica. La bella addormentata nel bosco si risveglierà però solo nel 1959…

Qui sotto alcune immagini della mostra Sogno e Avventura. 80 anni di principesse nell’animazione Disney dedicate a Cenerentola:

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