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Biancaneve e i sette nani, la follia di Walt Disney


Biancaneve e i sette nani, la follia di Walt Disney

Con Biancaneve ha avuto inizio la "follia" Disney. Ecco com'è nato il primo grande capolavoro di Walt Disney. Le foto dedicate alla principessa Disney a WOW Spazio Fumetto di Milano

di Redazione 15/11/2017

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Fino al 25 febbraio 2018 le principesse Disney sono protagoniste di una bellissima mostra allestita presso WOW Spazio Fumetto – Museo del fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano (Viale Campania 12). La motra è un incredibile viaggio nel mondo magico Disney fatto di avventura e divertimento ma senza dimenticare uno sguardo alla storia dell’animazione in compagnia di Biancaneve, Cenerentola, Aurora, Belle, Ariel, Jasmine, Mulan, Pocahontas, Rapunzel, Tiana, Merida, Elsa e Anna.

Nelle prossime settimane vi accompagneremo alla scoperta di questo meraviglioso universo animato insieme alla mostra Sogno e avventura: 80 anni di principesse nell’animazione Disney. Oggi parliamo di Biancaneve e di come sia stata necessaria una buona dose di follia da parte di Walt Disney per realizzare il primo lungometraggio animato della storia…

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A quindici anni appena compiuti, il giovane Walt Disney rimane colpito da un film visto a Kansas City: si intitolava “Snow White”, ispirato alla celebre fiaba dei fratelli Grimm ma ancor più al copione di uno spettacolo teatrale andato inscena qualche anno prima. Molti anni più tardi, dopo avere fondato il più importante studio d’animazione degli Stati Uniti, Walt ricorderà quel film decidendo che sarebbe stato il soggetto ideale per il suo progetto più ambizioso: un lungometraggio d’animazione, tutto a colori e sonoro, realizzato con la tecnica tradizionale del rodovetro (fogli di acetato con i personaggi dipinto sopra da sovrapporre ai fondali).

Una sera del 1934, Disney riunisce tutti i suoi collaboratori per leggere loro la sua versione della storia recitando tutte le parti. Forte dell’esperienza fatta con i cortometraggi, è sicuro di riuscire in quest’impresa mai tentata prima, mentre tutta Hollywood è sicura che si tratti di un’impresa pazzesca, tanto da soprannominare il film in lavorazione “la follia di Disney”. Impensabile realizzare un film d’animazione più lungo di xxx minuti: quale effetto avrebbe sul pubblico? Qualcuno afferma persino che la velocità dei disegni potrebbe causare crisi di epilessia! Ma Disney non sente ragioni: vuole dare vita a un film d’animazione che non sia solo comico, come avveniva fino ad allora, ma che sappia anche stupire ed emozionare, mescolando abilmente l’umorismo, il romanticismo e anche l’orrore.

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I costi del progetto levitano sempre di più, fino a raggiungere 1.500.000 dollari, tanto Disney dovrà ipotecare addirittura la propria casa, mentre il lavoro si dimostra sempre più arduo. I già eccezionali animatori Disney sono costretti a un vero e proprio salto di qualità e per questo viene avviato all’interno degli studios un programma di apprendimento, guidato da Don Graham.

Tra gli impegni più gravosi c’è anche imparare a disegnare e animare correttamente la figura umana in modo tale che non risulti abbozzata o parodiata come è avveniva per i cortometraggi: gli artisti fanno esperienza con i corti della serie “Silly Symphonies”, come “The Goddess of Spring”. Viene anche utilizzato in qualche caso il rotoscopio, una tecnica in cui il disegnatore ricalca le scene da una pellicola filmata in precedenza dal vivo. Pe Biancaneve fu usata come modello Marge Champion, una ragazza figlia di un maestro di ballo di Los Angeles mentre per la Regina cattiva ci si ispirò all’attrice Joan Crawford)).  Il personaggio più complicato per gli artisti è il Principe, tanto che il suo ruolo viene drasticamente ridotto.

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Disney, che controlla ogni singolo disegno, pretende che gli artisti si rifacciano soprattutto allo stile delle illustrazioni europee. Dopo un viaggio in Europa porta allo studio decine di volumi illustrati che siano di ispirazione per gli artisti e arruola nel suo staff Albert Hurter e Gustav Tenggren.

Altro elemento fondamentale è la musica, l’ingrediente mancante di una ricetta che da “Biancaneve” in poi sarà la base dei film d’animazione Disney: in Biancaneve il momento musicale non è una pausa della vicenda, ma la porta avanti, raccontando i personaggi, i loro desideri e le loro aspirazioni attraverso il canto. In Italia la parte cantata viene affidata a Lina Pagluighi, grande soprano e star del mondo del melodramma.

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La prima proiezione del film si tiene al Carthay Circle Theatre il 21 dicembre 1937, alla presenza di grandi star di Hollywood come Judy Garland, Marlene Dietrich, Cary Grant, Charlie Chaplin e Clark Gable. Nessuno pensava che la “follia di Disney” potesse avere successo, ma il pubblico presente rise e si commosse come se quelli davanti a loro non fossero disegni animati ma persone reali. “Biancaneve”  incassa nei soli Stati Uniti tre milioni e mezzo di dollari, rivelandosi un grandissimo successo, il film più visto di maggior successo della storia fino a due anni dopo, quando uscirà “Via col vento”. La critica cinematografica lo accoglie con entusiasmo e agli Oscar del 1939 Walt Disney riceve un premio speciale: Shirley Temple gli consegna una statuetta normale e sette statuette più piccole.

La scommessa di Disney è vinta: gli incassi del film consentono di costruire i nuovi, avveniristici studi di Burbank, dove la Disney si trova ancora oggi, e cimentarsi in nuovi progetti ancora più ambiziosi, da “Pinocchio” a “Fantasia”. Tutti chiedono a Disney di dare un seguito al suo primo lungometraggio: viene brevemente presa in considerazione la possibilità di un cortometraggio dedicati ai nani, ma l’idea viene abbandonata. Biancaneve deve essere una sola, e così sarà.

Qui sotto alcune immagini della mostra Sogno e Avventura. 80 anni di principesse nell’animazione Disney dedicate a Biancaneve:

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