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Belle e Sebastien – Amici per sempre, tutto quello che dovete sapere sul film


Belle e Sebastien – Amici per sempre, tutto quello che dovete sapere sul film

Tornano al cinema, per il terzo e conclusivo capitolo della saga, l'orfano cresciuto sui mondi e il suo inseparabile cane. Questa volta i due si ritroveranno ad affrontare l'esperienza più importante e spaventosa della loro vita: diventare adulti

di Irene Rosignoli 20/02/2018

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Un’amicizia che emoziona da più di 50 anni: è così il legame tra Belle e Sebastien, il bambino e il cane da montagna dal pelo candido, che i più ricorderanno sicuramente per la serie animata giapponese degli anni ’80. Il loro vero debutto avvenne però qualche anno prima e attraverso un altro medium, ovvero nel romanzo per ragazzi Belle et Sébastien di Cécile Aubry, pubblicato nel 1965 e immediatamente adattato in una miniserie francese in bianco e nero. Una storia semplice, di avventura e buoni sentimenti, incentrata sull’amicizia tra due emarginati: Sebastien, il bambino orfano cresciuto dal nonno sulle montagne, solitario e non particolarmente amato dagli abitanti del villaggio, e Belle, un cagnolone femmina di razza patou (il cane da montagna dei Pirenei) accusato ingiustamente di essere una bestia pericolosa. Solo quello strano ragazzino, tra tutti i residenti del paese, riesce a guardare oltre le apparenze e a scoprire il grande cuore della sua nuova amica a quattro zampe, che da allora diventerà una compagna inseparabile.

L’anime giapponese si inserisce nel filone degli orfanelli che affrontano con coraggio e positività le difficoltà della vita (erano in fondo gli anni di Heidi e Anna dai capelli rossi), mentre risale al 2013 il primo adattamento per il grande schermo, dimostrazione di come la storia di Belle e Sebastien sia un evergreen in grado di essere costantemente riproposto e reinventato con successo. In particolare, il regista Nicolas Vanier ebbe l’intuizione (sostenuta dagli eredi della Aubry, deceduta nel 2010) di spostare il setting al periodo della Seconda Guerra Mondiale.

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Se la serie a cartoni si concentrava sulle peregrinazioni dei due protagonisti, nel film lo sviluppo della loro amicizia si inseriva così in un contesto più ampio, toccando anche il tema dell’Olocausto e creando evidenti paralleli con i pregiudizi del villaggio nei confronti del cane Belle. La pellicola fu un successo in Francia, dove incassò 30 milioni di euro a fronte dei 10 del budget di produzione, guadagnandosi così un sequel nel 2015 (Belle e Sebastien – L’avventura continua) e un terzo capitolo in arrivo nelle sale italiane a febbraio 2018.

Fin dall’inizio i produttori Clément Miserez e Matthieu Warter concepirono una storia in tre atti, anche e soprattutto per seguire la crescita sul grande schermo del giovanissimo protagonista Félix Bossuet. Amici per sempre sarà dunque l’ultimo capitolo (il sottotitolo francese è proprio Le Dernier Chapitre), con l’importante compito di concludere la saga raccontando quelle che potrebbero essere le avventure più grandi di sempre per i due amici: l’inizio dell’adolescenza per Sebastien, e la nascita di una cucciolata per Belle.

Proprio l’idea di affrontare una storia di formazione su un giovane adulto che si apre alla scoperta del mondo è ciò che ha affascinato Clovis Cornillac, che ha raccolto il testimone da Nicolas Vanier e Christian Duguay come nuovo regista del film. «Onestamente, non sapevo cosa potevo portare in più rispetto ai primi due film – racconta – ma leggendo la sceneggiatura, l’ho trovata audace e avventurosa. Ho subito pensato ad autori come Steinbeck e Conrad, o ancora a Il richiamo della foresta di Jack London».

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Il momento chiave della crescita del bambino è soprattutto il primo incontro con il male e con le tentazioni che esso potrebbe rappresentare, incarnate dal villain Joseph, che ha il volto di Cornillac stesso e che arriva al villaggio sostenendo di essere il vero padrone di Belle. Un personaggio volutamente caratterizzato dall’assenza di sfumature, un cattivo vecchio stampo totalmente incapace di dimostrare umanità o empatia, insomma una sorta di personificazione del male assoluto, inquietante ma allo stesso tempo affascinante. «È grazie a questo tipo di personaggi che riusciamo a fare scelte determinanti nella vita» afferma il regista; e in effetti sono proprio questi incontri che mettono in discussione le certezze dell’infanzia. Sebastien si troverà dunque faccia a faccia con le contraddizioni del mondo reale, in cui talvolta sono i cattivi stessi a fare le leggi: attraverso questa presa di coscienza e la riflessione sul significato della giustizia, il bambino crescerà e si affaccerà alla vita adulta. E a chi ha azzardato critiche sull’eccessiva maturità dei temi, forse troppo complicati per il pubblico di riferimento, il regista Cornillac risponde invitando a non sottovalutare i piccoli spettatori: «Penso davvero che i bambini non siano sciocchi e mi ricordo che quando io ero un ragazzino odiavo essere trattato da sempliciotto al cinema. Con questo film voglio che i bambini pensino: “Mi ha trattato come un grande, non mi ha preso in giro”».

Moltissime le sfide che il regista e la sua crew hanno dovuto affrontare sul set, a cominciare dalla più banale per un’opera ambientata interamente sulle Alpi francesi: le condizioni climatiche. Con un budget limitato e scarsa accessibilità a computer grafica ed effetti speciali, Belle e Sebastien – Amici per sempre è stato girato completamente a 2500 metri di altezza sulla Haute Marianne, condizione che ha costretto la troupe a programmare i giorni sul set nei minimi dettagli e con largo anticipo per evitare valanghe, ghiaccio o temperature troppo rigide.

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E poi ovviamente ci sono i cani: Garfield, Fort, Fripon e Isabeau sono i nomi degli “attori” che si sono avvicendati nel ruolo di Belle, coordinati dall’addestratore Andrew Simpson. A loro si sono aggiunti in questo episodio tre adorabili cuccioli, i piccoli di Belle, che il suo amico Sebastien farà di tutto per proteggere. Proprio i nuovi arrivati hanno creato non poche difficoltà: non solo è particolarmente difficile far “recitare” dei cani così piccoli, ma le riprese si sono protratte a lungo, rendendo necessario sostituirli ogni quindici giorni. Un lavoro di coordinamento tra l’addestratore e gli allevatori per assicurarsi che i cuccioli avessero la stessa età, lo stesso colore e la stessa taglia per tutto il film. A proposito del metodo di lavoro con gli animali, l’addestratore Simpson spiega come in accordo con le esigenze della storia sia riuscito a valorizzare le diverse personalità dei quattro cani, per far sì che Belle sembrasse un personaggio vivo e reale: «Poiché ogni cane è diverso, mettevamo in luce i pregi e i punti di forza di ognuno. A volte ci servivamo del cane più imbronciato per le scene tristi, oppure del cane più focoso per le acrobazie più deliranti e i momenti più divertenti».

Ci sono un tocco di oscurità e un brivido di paura in quest’ultimo capitolo, probabilmente il più maturo dei tre, ma i fan affezionati della saga ritroveranno tutti gli elementi a loro familiari: emozione, umorismo, tenerezza, lo spettacolo della natura e delle montagne, e anche quella sensazione dolceamara di nostalgia per un’epoca che non c’è più. Non è previsto un quarto episodio (almeno non con Bossuet protagonista): Sebastien ormai è cresciuto, e secondo i produttori è giusto che questa favola moderna rimanga nell’universo dell’infanzia. Ai giovani spettatori che hanno accompagnato al cinema la saga resta dunque il compito di immaginarsi cosa accadrà al loro eroe da grande: quel che è certo è che Belle e Sebastien resteranno amici per sempre.

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