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Annalisa: «Il cinema d’animazione? Un toccasana per tutti»


Annalisa: «Il cinema d’animazione? Un toccasana per tutti»

Intervista alla cantante nata tra i banchi di Amici di Maria De Filippi e attesa al prossimo Festival di Sanremo, che ha inciso una canzone inedita in occasione dell'uscita del Blu-ray e Dvd de L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva

di Karin Ebnet 10/01/2013

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Annalisa, 26 anni, una delle nuove promesse della musica italiana emersa grazie al talent show di Maria De Filippi Amici (è arrivata seconda nell’edizione del 2011), ha appena presentato il singolo Pirati! (ascoltala qui), canzone incisa appositamente per accompagnare l’uscita in Dvd e Blu-ray de L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva, sugli scaffali a partire da venerdì 11 gennaio. È stata l’occasione per parlare con lei di cinema, di musica, di sogni, di famiglia e di se stessa, perché quando canta tira fuori una grinta fenomenale, ma nella vita è timida e introspettiva. Un gattino travestito da Tigre, proprio come Shira, il personaggio del cartoon DreamWorks a cui è dedicata la canzone Pirati!

Com’è nata l’idea di Pirati?
«È stata un’iniziativa che mi è stata proposta e io ho accettato immediatamente. Ero entusiasta all’idea di mettermi alla prova con una nuova esperienza e lusingata di essere stata scelta per dare il mio contributo a un brand così importante».
Hai partecipato anche alla scrittura del testo?

«Non propio. Mi è arrivata una bozza della canzone in corso d’opera, ma poi con l’autore, molto aperto e disponibile, abbiamo riveduto alcuni passaggi, cercando e trovando le parole più giuste e le soluzioni migliori».
Cosa ne pensi del quarto capitolo dell’Era glaciale, ti è piaciuto?

«Moltissimo. Adoro guardare le pellicole d’animazione al cinema e trovo che, al di là del pubblico di riferimento di questo tipo di pellicole, sia un toccasana per tutti. Un modo sano, divertente e fresco di passare una serata. Io poi nasco un po’ come nerd. Sono sempre stata un’appassionata di manga, anime e fumetti in generale».
Qual è il tuo lungometraggio preferito?

«Quello che più mi ha colpito e che rimane sempre al numero uno della mia classifica è Fantasia. Un’opera d’arte di uno spessore e di una delicatezza formidabili».
Ti piacerebbe partecipare attivamente alla colonna sonora o al doppiaggio di un film d’animazione?

«Tantissimo. Sarebbe veramente un sogno poter sposare la passione per la musica con quella per l’animazione»
Cosa ne pensi dei musical cinematografici come Mamma Mia! o I Miserabili, in uscita a breve. Funzionano gli attori che cantano?

«Ad essere sincera questo tipo di film non è facile da realizzare, ci vuole equilibrio. A volte se il canto e la recitazione non sono ben calibrate il risultato può essere deludente. Ma normalmente nelle grandi produzioni il problema non si pone e le storie riescono a trasmettere molta emozione».
Ti piacerebbe provare anche quest’esperienza?

«Certo, ma non sono ancora pronta. Per buttarmi in un’esperienza simile ci vuole una maggiore preparazione, devo studiare un po’ meglio… Durante le festività di Natale sono riuscita a ritagliarmi quattro giorni tutti per me e sono volata a Londra per guardare Il fantasma dell’opera e Cabaret. Sono fresca di ripasso…».
Adesso ti aspetta Sanremo, tappa fondamentale nella carriera di una cantante italiana, un sogno che si avvera?

«Sono felicissima di questa occasione, nonostante i rischi che comporta: ci sono in gioco molte cose e spero di riuscire a propormi nel modo migliore. È da quando sono piccola che guardo Sanremo con gli occhi che brillano. Già il fatto di essere stata presa in considerazione in un’edizione così bella come quella di quest’anno mi fa sentire privilegiata».
Che età avevi quando ti sei avvicinata alla musica?

«Ero piccolissima. Il tutto è cominciato perché a casa avevo a disposizione un’enorme collezione di dischi messa insieme da mio zio e mio padre. Mi piaceva tantissimo il retro della cover di Money for Nothing, dove capeggiava una chitarra elettrica fucsia. Così mia madre mi ha mandato a lezione di chitarra senza però specificare che era classica e non elettrica. Me ne sono accorta solo dopo parecchio tempo, anche perché avevo solo sei anni e non avevo ben chiara la differenza. Da lì ho cominciato a studiare musica e a tredici anni ho capito che quello che mi piaceva fare era cantare. E non ho più smesso».
Cosa consiglieresti a un ragazzo che volesse seguire le tue orme?

«L’unico consiglio che mi sento di dare, perché l’ho sperimentato di persona, è di prepararsi. Di non buttarsi senza il dovuto studio in qualcosa in cui si è solamente portati; perché avere un talento da solo non basta. Ci vuole di più, bisogna studiare sodo così da avere le spalle coperte. Anche se è difficile farsi notare, soprattutto per chi non ha il carattere di mettersi in mostra, proprio come me».
I reality sono molto criticati, eppure a volte danno veramente la possibiltà ai giovani di realizzare un sogno, come è capitato a te. Pro e contro di questo tipo di programmi?

«Posso dire cosa ne pensavo prima e cosa ne penso adesso, dopo aver partecipato. Prima di andare ad Amici avevo molti dubbi. Ho passato anni a provare varie strade senza successo, come concorsi, demo, provini, ecc. Ma non si è mai concretizzato nulla, se non qualche raro apprezzamento. Partecipare ad Amici mi spaventava perché oltre a mostrare quello che sapevo fare musicalmente dovevo anche mettere in gioco me stessa, mostrare la parte più privata di me, i pensieri, le emozioni. Andare però mi ha cambiato la vita. È stata l’unica porta che mi è stata aperta. E devo dire che tutto quello che si vede è davvero quello che succede, e che accadrebbe anche nella vita vera se un gruppo di persone dai 18 al 26 anni vivesse insieme 24 ore su 24. Nessuno però ti costringe a fare quello che non vuoi o a partecipare a discussioni a cui non sei interessato. Non per questo è stato facile partecipare, ma l’ho fatto per poter dimostrare quanto valevo e diventare una cantante. E ne è valsa la pena».
Quanto è stato importante l’appoggio della tua famiglia nel percorso di formazione che ti ha portato fino a qui oggi?

«Fondamentale. I miei genitori, entrambi insegnanti e abbastanza quadrati nella vita, mi hanno insegnato proprio che nella vita non si fa niente a caso, ma bisogna prepararsi e studiare sodo. Mi hanno anche messo in guardia sul fatto che il mio desiderio più grande avrebbe potuto non avverarsi mai e questo mi ha permesso di mantenere i piedi ben ancorati per terra. Così nella vita ho fatto anche altro oltre a cantare. Mi sono persino laureata in Fisica. E la laurea la tengo sempre pronta nel cassetto. Non si sa mai nella vita…».

Cliccate sulla cover per andare alla scheda del Dvd de L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva:

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